Bulimia

by patologie_farmacia1_wp

Cos’è la bulimia

La bulimia o bulimia nervosa è un disturbo del comportamento alimentare. Chi ne soffre alterna fasi di abbuffate, o nutrizione incontrollata, a fasi di condotte compensatorie che prevedono:

  • Vomito auto indotto,
  • Assunzione impropria di lassativi,
  • Dieta altamente restrittiva,
  • Attività fisica estenuante.

Sintomi della bulimia

Le persone affette da bulimia presentano alcuni sintomi iniziali quali:

  • Eccessivo esercizio fisico;
  • Guance gonfie;
  • Tagli o cicatrici sulle nocche delle mani, dovute all’eccessiva induzione di vomito;
  • Occhi con capillari rotti;
  • Preoccupazione eccessiva per l’immagine del corpo o del peso.

Le crisi bulimiche sono di solito caratterizzate dalla rapidità dell’ingestione del cibo, senza distinzione di tipologia. L’abbuffata spesso arriva fino all’eccesso.

Dopo la crisi di bulimia è il frequente il ricorso a comportamenti compensatori per evitare che, a causa dell’abbuffata, ci sia un aumento di peso. Tra i metodi compensatori ci sono:

  • L’autoinduzione del vomito;
  • Un uso inappropriato di lassativi e diuretici;
  • Digiuno nei giorni successivi all’abbuffata;
  • L’esercizio fisico eccessivo.

Cause della bulimia

Le cause della bulimia sono di tipo psicologico, spesso di origine depressiva o ansiosa, e collegate a un disturbo dell’autostima. Questo disturbo dell’alimentazione si verifica di solito dopo una serie di tentativi di dieta.

Differenza tra anoressia e bulimia

La bulimia e anoressia sono due diversi disturbi del comportamento alimentare.

L’anoressia è caratterizzata da una patologica riduzione e controllo delle calorie ingerite, che porta chi ne è affetto a drastiche riduzioni di peso, tanto da compromettere il proprio stato di salute fisico e mentale in modo grave e, a volte, letale.

Mentre la bulimia porta ad abbuffare o ingestioni incontrollate di cibo e successivi metodi compensatori per evitare l’aumento di peso, nelle persone anoressiche i comportamenti volti alla riduzione di peso (eccesso di esercizio fisico o assunzione di lassativi) mirano unicamente a ottenere una progressiva restrizione calorica.

Conseguenze della bulimia

Il frequente ricorso a comportamenti compensatori può creare alterazioni dell’equilibrio elettrolitico e dei fluidi, come:

  • Ipopotassiemia, la riduzione della concentrazione di potassio nel sangue;
  • Iponatriemia (o iposodiemia), bassa concentrazione del sodio nel plasma;
  • Ipocloremia, la diminuzione della concentrazione dello ione cloro nel sangue;
  • Alcalosi metabolica (aumento del bicarbonato sierico) dovuta alla perdita di succo gastrico acido;
  • Acidosi metabolica dovuta all’abuso di lassativi per indurre diarrea;
  • Perdita dello smalto dentale, specialmente a livello dei denti incisivi;
  • Nei casi più avanzati, aumento di carie e scheggiature a livello dentale.

Trattamento e rimedi per la bulimia

Per capire come smettere di avere attacchi di bulimia è importante considerare che l’approccio terapeutico richiede l’intervento di più professionisti della salute, quali:

  • gastroenterologi;
  • dietologi;
  • psicologi;
  • psichiatri.

Il primo passo per la cura della bulimia è valutare le condizioni mediche del paziente affetto da bulimia e trattare le complicanze derivate dall’eccessiva ingestione di cibo e dall’abuso di lassativi, oltre che dal vomito auto indotto.

Successivamente, è utile la prescrizione di una dieta adeguata e di una terapia per ripristinare le corrette abitudini alimentari.

Il percorso terapeutico prevede delle sedute di psicoterapia (individuale, di gruppo o familiare) per intervenire sugli aspetti psichici della bulimia e sulle eventuali patologie psichiche legate al disturbo alimentare (disturbi di personalità, depressivi o ansiosi).

A volte vengono prescritti degli psicofarmaci, in particolare gli antidepressivi, perché la loro assunzione ha come effetto una drastica riduzione del numero di crisi bulimiche.

Come guarire dalla bulimia

La bulimia è una condizione medica che non può essere trattata autonomamente. Per guarire è necessario incoraggiare la persona affetta da bulimia a chiedere la consulenza di specialisti. Sono da evitare commenti critici negativi, mentre è consigliabile aiutare la persona malata a vedere oltre i problemi del peso e del cibo.

Una persona affetta da bulimia può considerarsi guarita se:

  • Ha ritrovato delle abitudini alimentari equilibrate.
  • Assume un atteggiamento sano nei confronti del cibo.
  • Ha un peso normale e non è sottopeso.

Quando rivolgersi al medico

È importante rivolgersi al medico quando si verificano:

  • Abbuffate ricorrenti, caratterizzate da consumo di grandi quantità di cibo e sensazione di perdita di controllo sull’atto di mangiare.
  • Ricorrenti e inappropriate condotte compensatorie per prevenire l’aumento di peso, come il vomito autoindotto, uso di lassativi, estenuante attività fisica.
  • Le abbuffate e le condotte compensatorie si verificano in media almeno una volta alla settimana per tre mesi.
  • La bassa autostima è fortemente influenzata dal peso e dalla forma del corpo.
  • Gli attacchi di bulimia non si manifestano solo nel corso di attacchi di anoressia nervosa.

Consigli del farmacista

La dieta corretta per una persona bulimica deve alternare i cibi e prevedere almeno un alimento per ciascun gruppo fondamentale degli alimenti. In questo modo, nel lungo termine, si favorisce la copertura dei vari bisogni nutrizionali.

Se l’intervento è stato particolarmente invasivo, può essere necessario fare un ciclo di fisioterapia con esercizi di riabilitazione per rinforzare la parete addominale.