Ferro basso

by patologie_farmacia1_wp

Cos’è il ferro basso

L’anemia sideropenica si verifica quando l’organismo non ha abbastanza ferro, che è fondamentale per produrre l’emoglobina, proteina che trasporta l’ossigeno alle cellule. Quando il livello di ferro nell’organismo è basso, il resto del corpo non può, quindi, ottenere la quantità di ossigeno necessario.

Sintomi del ferro basso

Quando le riserve di ferro dell’organismo si esauriscono e si sviluppa l’anemia da carenza di ferro, i sintomi sono:

  • Pallore.
  • debolezza e affaticamento.
  • difficoltà nella concentrazione.

Nelle forme più gravi i segni sono:

  • Respiro affannoso.
  • Cefalea.
  • Vertigini.
  • Frequenza cardiaca accelerata.

Talvolta, l’anemia grave comporta dolore toracico e insufficienza cardiaca.

Cause del ferro basso

Sono vari i fattori che inducono la carenza di ferro in un individuo, tra cui:

  • apporto ridotto di ferro, dovuto a diete povere di carne e basate prevalentemente su cereali integrali e verdure;
  • insufficiente assorbimento di ferro, dovuto a diarrea, alterazioni gastro-intestinali, abuso di lassativi;
  • eccessive perdite ematiche, dovute a condizioni mediche come emorroidi, flusso mestruale abbondante, ulcere o di emorragie del tratto gastrointestinale;
  • lo stato di gravidanza.

Ferro basso cosa mangiare

In caso di anemia sideropenica è fondamentale un’alimentazione ricca di ferro, supportata eventualmente da una terapia farmacologia, che possa incrementare le scorte di questo minerale.
Ci sono due tipi di ferro. Il ferro che si trova negli alimenti di origine animale (come carni rosse magre, tacchino, pollo, tonno, merluzzo, salmone) è il ferro eme di più facile assorbimento da parte dell’intestino, mentre quello di origine vegetale (contenuto in cereali, legumi e verdure) è ferro non eme, meno assorbibile. Gli esperti consigliano di abbinare agli alimenti contenenti ferro l’assunzione di vitamina C per aumentare l’assorbimento.

Ferro basso in gravidanza

Un problema comune durante la gestazione è la carenza di ferro, poiché la crescita del feto richiede grandi quantità di questo minerale. È fondamentale dunque assumere cibi che contengono sia ferro eme (presente nella carne animale) che ferro non eme (contenuto nei vegetali).

Ferro basso nei bambini

La carenza di ferro può dipendere da una dieta inadeguata, specie nei neonati e nei bambini piccoli, che necessitano di grandi quantità di ferro durante la fase della crescita.
I sintomi più frequenti di ferro basso sono:

  • irritabilità
  • stanchezza
  • perdita dell’appetito
  • scarso accrescimento ponderale
  • fragilità delle unghie e dei capelli.

Nelle forme più gravi, il bambino può presentare:

  • pallore
  • Cefalea
  • difficolta respiratoria
  • tachicardia
  • ridotta tolleranza all’esercizio fisico.

La somministrazione di ferro come forma di prevenzione è indicata nei neonati con poco peso alla nascita a partire dal 2° mese di vita, nei nati a termine allattati in modo artificiale a partire dal 4° mese e nei nati a termine allattati al seno a partire dal 6° mese. L’integrazione di ferro va portata avanti fino al compimento del 1° anno di vita.

Trattamento e rimedi consigliati

Il trattamento dell’anemia sideropenica si basa sulla correzione della causa e sulla somministrazione di ferro con lo scopo di normalizzare i valori di emoglobina e ripristinare le riserve di ferro. La sostanza che di solito viene prescritta a questo scopo è il solfato ferroso. Gli integratori a base di ferro devono essere assunti lontano dai pasti e l’assorbimento è facilitato dalla vitamina C.

In determinati casi, quali gli stati di malassorbimento cronico o refrattarietà alla terapia orale, il ferro può essere somministrato per via endovenosa. La terapia deve essere allora effettuata in ambiente ospedaliero in considerazione del rischio di reazioni da ipersensibilità.

Se la causa risiede in flussi mestruali eccessivi, per controllarli possono essere necessari farmaci, come la pillola anticoncezionale.

Quando rivolgersi al medico

Spesso la condizione è asintomatica oppure si manifesta con sintomi lievi come:

  • pallore,
  • debolezza,
  • vertigini,
  • estremità degli arti fredde,
  • unghie fragili.

Tali segni sono abbastanza comuni alle varie forme di anemia, pertanto, prima di valutare il ricorso a integratori di ferro, è meglio rivolgersi al medico e accertarsi che i sintomi dipendono da un’effettiva carenza del minerale. L’utilizzo degli integratori di ferro deve avvenire esclusivamente sotto consiglio medico, dopo un’attenta valutazione di specifici esami del sangue. Solo in questo modo si potranno evitare problemi da eccesso di ferro e scoprire le reali cause del malessere.

Consigli del farmacista

La prevenzione della carenza di ferro si basa sull’adozione di una corretta alimentazione che preveda l’assunzione di cibi ricchi di ferro, come carne e pesce, verdure a foglia verde, frutta secca, legumi. A questi alimenti si possono affiancare cibi con alto contenuto di vitamina C che migliorano l’assorbimento di ferro. Le fonti alimentari della vitamina C sono soprattutto gli agrumi, ovvero limoni, arance, pompelmi.