Intolleranza al lattosio

by patologie_farmacia1_wp

Cos’è l’intolleranza al lattosio

L’intolleranza al lattosio si verifica quando l’intestino non è in grado di scomporre e assimilare il lattosio e questo può causare disturbi gastrointestinali come gonfiore e dolore addominale, flatulenza e diarrea. La gravità di tale intolleranza dipende da quanto lattosio viene assunto con la dieta e da quanta lattasi l’organismo produce per digerire il lattosio.
Il lattosio è uno zucchero contenuto nel latte e i suoi derivati, ma viene anche aggiunto in molti alimenti e farmaci. Tra i cibi che contengono lattosio ci sono:

  • latte e latticini,
  • alcune carni insaccate;
  • alcuni cereali da colazione, biscotti e cioccolato.

Oltre a essere una preziosa fonte di energia, il lattosio aiuta l’organismo ad assorbire alcuni minerali, come magnesio, zinco e calcio, utili per lo sviluppo di ossa forti e sane. Se si è intolleranti al lattosio, potrebbe essere difficile riuscire ad assumere la razione giornaliera consigliata di alcune vitamine e alcuni minerali importanti, incrementando il rischio di sviluppare una delle seguenti patologie:

  • Osteopenia, caratterizzata da una bassa densità di minerali nelle ossa; può degenerare trasformandosi in osteoporosi.
  • Osteoporosi, che provoca l’assottigliamento e l’indebolimento delle ossa, con un aumento del rischio di fratture.
  • Malnutrizione, che si verifica quando il cibo ingerito non fornisce le sostanze nutritive essenziali per l’organismo; si può andare incontro a un deficit delle difese immunitarie e accusare stanchezza.
  • Perdita di peso, che se eccessiva può danneggiare la salute.

Sintomi dell’intolleranza al lattosio

Dopo aver ingerito un alimento contenente lattosio si manifestano nei soggetti intolleranti i seguenti sintomi:

  • flatulenza
  • diarrea
  • gonfiore e dolore addominale
  • brontolio nella pancia
  • nausea
  • spossatezza

La gravità dei sintomi e il momento in cui compaiono dipendono dalla quantità di lattosio che è stata ingerita.
La sintomatologia dell’intolleranza al lattosio può essere simile a quella di altre patologie, come la sindrome dell’intestino irritabile.

Cause dell’intolleranza al lattosio

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L’intolleranza al lattosio è da attribuirsi alla carenza di lattasi, enzima prodotto dall’intestino e deputato alla scissione del lattosio nei due zuccheri che lo costituiscono: il galattosio e il glucosio. Per essere digerito, il lattosio deve necessariamente essere scisso in queste due molecole più semplici, che sono gli zuccheri in grado di essere assorbiti.

Se non c’è abbastanza lattasi, il lattosio non viene scomposto e quello non assorbito arriva al colon. Qui viene attaccato dai batteri presenti nel colon e fermenta, producendo acidi grassi e gas, causando disturbi gastrointestinali.

In alcuni e rari casi, l’intolleranza al lattosio può essere dovuta al deficit degli enzimi proteolitici necessari alla digestione delle proteine del latte.

Ereditata geneticamente la carenza di lattasi primaria si sviluppa quando la produzione di lattasi diminuisce a causa di una dieta povera di latte e di latticini. Questo avviene di solito dopo i 2 anni, quando s’interrompe l’allattamento, anche se i sintomi potrebbero comparire solo dopo molti anni.

La carenza di lattasi secondaria è un deficit causato da una patologia a carico dell’intestino tra cui:

  • Celiachia, una patologia dell’intestino causata dall’intolleranza al glutine.
  • Gastroenterite, un’infiammazione dello stomaco e dell’intestino in genere su base infettiva.
  • Morbo di Crohn, una malattia cronica che provoca l’infiammazione del rivestimento dell’apparato digerente.

È possibile sviluppare la carenza di lattasi secondaria senza che vi sia una patologia a causarla: con l’avanzare dell’età, infatti, la produzione di lattasi si riduce naturalmente.

Alcune patologie e terapie (come chemioterapia e antibiotici) possono causare un abbassamento temporaneo della produzione di lattasi.
Esiste anche la carenza di lattasi congenita, una condizione rara ereditaria che si manifesta nei neonati con sintomi piuttosto gravi e il rischio di disidratazione.

Dieta per intolleranza al lattosio

In base a quanto è grave l’intolleranza al lattosio, potrebbe essere necessario ridurre la quantità di latte e latticini presenti nella propria dieta.
I derivati del latte che un individuo intollerante al lattosio potrebbe digerire più facilmente sono:

  • formaggio parmigiano ben stagionato (24-36 mesi)
  • yogurt
  • latte probiotico
  • panna
  • ricotta
  • formaggi duri stagionati

In commercio sono presenti alimenti delattosati, ossia privi di lattosio. In alternativa, si può assumere latte di soia o quello ricavato dal riso.

Se non si è in grado di tollerare i derivati del latte, l’apporto di calcio giornaliero necessario potrebbe non essere sufficiente. Si può compensare tale deficit mangiando altri cibi contenenti calcio come:

  • broccoli,
  • cavolo,
  • verza,
  • frutta secca,
  • bevande alla soia con aggiunta di calcio,
  • fagioli di soia,
  • pesce contenente ossa commestibili come le sardine.

Trattamento e rimedi consigliati

Non è possibile prevenire l’intolleranza al lattosio, ma i sintomi possono essere alleviati evitando i cibi che contengono tale zucchero.

La terapia dipende dalla gravità dell’intolleranza. Solitamente, la patologia può essere tenuta sotto controllo monitorando la propria dieta, mentre nei casi più gravi è possibile assumere per bocca compresse di lattasi per compensarne la carenza e aiutare la digestione.

In presenza di una intolleranza secondaria al lattosio, un rimedio utilizzato consiste nel consumare latte e latticini in piccole quantità, per poi aumentarle progressivamente in modo da stimolare la produzione di lattasi.

Quando rivolgersi al medico

In caso di sospetta intolleranza al lattosio è bene rivolgersi al medico per una corretta diagnosi. Il medico potrebbe suggerire di rimuovere il lattosio dalla dieta per 2 settimane in modo da confermare o meno l’intolleranza del paziente.

Per scoprire quanta lattasi viene prodotta nell’intestino e quale può essere la causa dell’intolleranza, si può ricorrere ad esami diagnostici come il Breath Test.

Nei neonati e nei bambini piccoli viene, invece, analizzato un campione di feci e si misura la quantità di acido presente in esso. Se il neonato, o il bambino, è intollerante al lattosio, aumenteranno nelle feci gli acidi grassi, come l’acetato. Questo è prodotto dalla reazione tra i batteri nel colon e il lattosio non digerito.

Consigli del farmacista

Il lattosio è presente non solo naturalmente nei cibi, ma anche aggiunto come conservante per i cibi cotti e precotti, pancarrè o preparati per fare la pizza, la maggior parte delle merendine e dei biscotti. Anche l’industria farmaceutica usa spesso il lattosio come eccipiente in diverse combinazioni farmacologiche come per esempio le compresse. Quindi, chi è intollerante al lattosio deve sempre leggere con attenzione l’etichetta sulla confezione degli alimenti o il foglietto illustrativo dei farmaci.