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Patologie

Incontinenza

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Cos’è l’incontinenza urinaria

L’incontinenza urinaria è un disturbo che comporta la perdita involontaria di urina. A seconda della gravità, che varia da perdite occasionali di urina per uno sforzo o uno starnuto oppure impulso improvviso e incontenibile di urinare, si interviene con semplici cambiamenti dello stile di vita o un trattamento medico per ridurre o bloccare del tutto l’incontinenza urinaria.

Sintomi dell’incontinenza

Il segno caratteristico di ogni tipo di incontinenza è la perdita di controllo del bisogno di urinare accompagnato talvolta da una minzione dolorosa per effetto di irritazioni oppure per lo sforzo.

Ci sono diversi tipi di incontinenza urinaria:

  • Incontinenza da stress con perdita di urina quando si tossisce, si starnutisce e si compie uno sforzo fisico.
  • Incontinenza da eccedenza o ostruttiva con perdite frequenti o costanti di urina perché la vescica non è stata vuotata completamente.
  • Incontinenza urgente con un’improvvisa e incontenibile esigenza di urinare, seguita da una perdita involontaria di urina. L’incontinenza urgente può essere dovuta all’infiammazione della vescica o una condizione più grave, come un disturbo neurologico, il diabete, un prolasso della vescica, un’ipertrofia prostatica benigna o un tumore alla vescica.
  • Incontinenza funzionale quando un danno fisico o mentale, come l’artrite grave, impedisce di d avere il controllo della vescica.
  • Incontinenza mista con più di un tipo di incontinenza urinaria.

Incontinenza urinaria cause

L’incontinenza urinaria temporanea può essere determinata da alcuni farmaci, alimenti e condizioni mediche sottostanti tra cui:

  • Alcuni farmaci (come i diuretici) e bevande (come bevande gassate, e caffè) stimolano la vescica e aumentano il volume di urina.
  • Alimenti ad alto contenuto di spezie, zucchero o acido (come gli agrumi e pomodori).
  • Sedativi e rilassanti muscolari del cuore e della pressione sanguigna.
  • Calcoli, stipsi e infezioni del tratto urinario possono irritare la vescica, causando forti minzioni e incontinenza oltre che una sensazione di bruciore quando si va in bagno e un odore strano delle urine.

La perdita del controllo vescicale può essere legata a una condizione persistente per problemi o cambiamenti fisici, tra cui:

  • Gravidanza con incontinenza da stress dovuta a cambiamenti ormonali e aumento del peso dell’utero.
  • Problemi fisici associati all’invecchiamento come la ridotta capacità del muscolo della vescica di conservare l’urina.
  • Menopausa che comporta la ridotta produzione di estrogeni, ormoni che aiutano a mantenere in salute i muscoli che rivestono la vescica e l’uretra, e il conseguente deterioramento di tali tessuti.
  • Malattie neurologiche (come la sclerosi multipla, il morbo di Parkinson, il tumore al cervello o una lesione spinale) possono interferire con i segnali nervosi coinvolti nel controllo della vescica.

Incontinenza post parto

Per lo sforzo avuto durante il parto si possono indebolire i muscoli necessari per il controllo della vescica e danneggiare i nervi e il tessuto di supporto, causando un prolasso del pavimento pelvico: la vescica, l’utero, il retto o l’intestino tenue possono subire una spinta e sporgersi verso la vagina. Tali protrusioni possono essere associate all’incontinenza.

Rimedi per l’incontinenza

A seconda della tipologia di incontinenza urinaria può essere necessaria una combinazione di trattamenti. Il medico potrebbe raccomandare di:

  • Ritardare la minzione quando si ha avuto l’impulso cercando di tenere per 10 minuti ogni volta che si sente il bisogno. L’obiettivo è allungare il tempo tra una minzione e l’altra in modo da arrivare ad urinare solo ogni due o quattro ore.
  • Aiutare ad imparare a svuotare completamente la vescica per evitare l’incontinenza da eccedenza. Per fare ciò è utile urinare, poi aspettare qualche minuto e riprovare.

Il medico può raccomandare di effettuare frequentemente degli esercizi per rafforzare i muscoli del pavimento pelvico che aiutano a controllare la minzione. Particolarmente efficaci per l’incontinenza di stress gli esercizi muscolari pelvici prevedono l’immaginare di fermare il flusso urinario contraendo per 5-10 secondi i muscoli che si utilizzano per fermare la minzione e quindi rilassarsi.

Integratori per incontinenza urinaria

Per favorire la normale funzionalità delle vie urinarie si possono assumere integratori alimentare a base di estratto concentrato di cranberry (o mirtillo rosso americano) con proprietà antiossidanti e curative delle infezioni urinarie.

Trattamento e rimedi consigliati

l trattamento dell’incontinenza urinaria dipende dalla sintomatologia, dalla gravità e dalla causa scatenante. Ci sono tre possibili terapie:

  • Riabilitativa per rinforzare i muscoli che aiutano a tenere le urine;
  • Farmacologica per bloccare i segnali nervosi che causano minzione frequente e urgenza;
  • Chirurgica per correggere la posizione della vescica che ha provocato l’incontinenza.

Quando rivolgersi al medico

Se l’incontinenza è frequente, è necessario consultare uno specialista perché potrebbe indicare una patologia sottostante più grave e aumenta il rischio di ripetute infezioni del tratto urinario.

Il medico potrebbe richiedere alcuni esami per l’incontinenza tra cui:

  • Analisi delle urine: un campione di urina viene controllato per segni di infezione, tracce di sangue o altre anomalie.
  • Diario della vescica: per giorni si registrerà quanto si beve, quando si urina e la quantità di urina che si produce, se si è avvertita l’esigenza di urinare e il numero di episodi di incontinenza.
  • Misura residua dell’urina: viene richiesto di urinare in un contenitore che misura l’uscita di urina e il medico controlla la quantità di urina rimasta nella vescica attraverso un test che prevede l’utilizzo di un catetere o degli ultrasuoni. Se è molta la quantità di urina rimasta nella vescica vuol dire che si ha un’ostruzione nel tratto urinario o un problema con i nervi vescicolari e i muscoli della vescica.

Per ulteriori accertamenti, il medico può raccomandare:

  • Prove urodinamiche per misurare la forza vescicale e la salute dello sfintere urinario.
  • Cistoscopia è un’analisi in cui si inserisce un tubo sottile dotato di una piccola lente nell’uretra per controllare ed eventualmente eliminare le anomalie presenti nel tratto urinario.
  • Cistografia è un’analisi che prevede l’inserimento di un catetere nell’uretra e nella vescica e immissione di un colorante speciale. Quando avviene la minzione si espelle questo fluido e le immagini radiografiche della vescica aiutano a rivelare i problemi nel tratto urinario.
  • Ultrasuono pelvico controlla il tratto urinario e i genitali per rilevare eventuali anomalie.

Consigli del farmacista

Seguire una dieta sana, perdere peso o aumentare l’attività fisica possono aiutare a ridurre il verificarsi dell’incontinenza lieve. Si consiglia di evitare alcool, caffeina o cibi acidi.

Bradicardia

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Cos’è la bradicardia

La bradicardia consiste nel rallentamento del battito cardiaco al di sotto del normale (una frequenza cardiaca di 60-100 battiti al minuto a riposo è considerata normale).

Il battere del cuore molto lentamente, meno di 60 volte al minuto, può essere una condizione normale e fisiologica (bradicardia fisiologica o bradicardia sinusale) oppure essere il sintomo di una scorretta sequenza del sistema elettrico del cuore (bradicardia patologica o bradiaritmia).

Sintomi della bradicardia

La bradicardia diventa una malattia quando il rallentamento della frequenza cardiaca non permette al cuore di pompare abbastanza sangue nel corpo, quindi il cervello e gli altri organi non ricevono la necessaria quantità di ossigeno. In tale condizione medica possono verificarsi alcuni disturbi quali:

  • Vertigini o stordimento
  • Mancanza di fiato
  • Stanchezza
  • Facilità all’affaticamento durante l’attività fisica
  • Dolori al torace o palpitazioni
  • Problemi di confusione mentale

Quando il rallentamento del battito cardiaco provoca un rapido e improvviso calo della pressione sanguigna al cervello, possono verificarsi anche degli svenimenti.

Cause della bradicardia

Le cause della bradicardia sono determinate da:

  • Una condizione fisiologica
  • Una condizione patologica (bradiaritmia)

La bradicardia fisiologica si può considerare un adattamento del sistema cardiocircolatorio ad un esercizio fisico intenso e prolungato; si verifica, senza dare disturbi apprezzabili, in alcuni soggetti tra cui:

  • Individui che fin dalla nascita e per tutta la vita hanno un battito cardiaco rallentato,
  • Individui in condizioni di rilassamento come quando si la pratica yoga,
  • Sportivi professionisti, che effettuano attività fisica a livello agonistico e sono abituati ad allenamenti intensivi e prolungati (come ciclisti, maratoneti, sub).

Alcuni individui sono a rischio bradicardia se:

  • hanno avuto un infarto,
  • hanno problemi cardiaci,
  • sono persone anziane.

La bradiaritmia può insorgere per specifiche patologie o condizioni mediche, tra cui:

  • Infarto
  • Miocardite
  • Endocardite
  • Alterazioni elettrolitiche
  • Blocchi atrio-ventricolari (II e III grado)
  • Brucellosi
  • Ipotermia
  • Noduli al seno

Bradicardia e pressione alta

Oltre a vari fattori tra cui i danni al miocardio legati all’invecchiamento, la bradicardia patologica può essere provocata dall’ipertensione arteriosa, perché la pressione alta può danneggiare le arterie e causare eccessivi sforzi per il cuore.

Bradicardia sinusale notturna

Durante la notte si riduce la richiesta di sangue da parte di alcuni organi e tessuti del corpo, quindi il cuore tende a rallentare in maniera naturale la propria frequenza di contrazione.

Trattamento e rimedi consigliati

l trattamento della bradicardia dipende dalle cause che la determinano e dalla gravità dei sintomi.

Se un danno al sistema elettrico del cuore provoca il rallentamento cardiaco, potrebbe essere necessario l’impianto di uno stimolatore cardiaco (pacemaker) posto sotto la pelle per aiutare il cuore a correggere tale problema, in modo che il corpo riceva la giusta quantità di sangue.

Quando rivolgersi al medico

Occorre consultare il medico se:

  • Si verifica una grave mancanza di respiro;
  • La frequenza cardiaca è più lenta del solito.

La bradicardia viene diagnosticata effettuando negli accertamenti medici quali:

  • Elettrocardiogramma
  • Monitoraggio holter, uno strumento portatile che esegue l’elettrocardiogramma
  • Studio elettrofisiologico, ossia esami del sangue specifici per scoprire se la bradicardia è causata da una patologia medica.

Consigli del farmacista

Il modo più efficace per prevenire la bradicardia consiste nel ridurre il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. Per ottenere tale obiettivo bisogna avere uno stile di vita sano, tenere sotto controllo il colesterolo nel sangue e mantenere la pressione arteriosa entro i livelli normali (120/80 mm Hg). Quindi si consiglia di:

  • Seguire un’alimentazione sana, varia ed equilibrata, fatta di porzioni modeste, povera di sale e grassi saturi, ricca di verdura e frutta, cereali integrali, legumi e pesce.
  • Mantenere il peso ideale
  • Svolgere una regolare attività fisica
  • Non fumare

Orticaria

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Cos’è l’orticaria

L’orticaria è un’infiammazione della pelle che può essere causata da infezioni o allergie (alimenti, farmaci, punture di insetti).

Tale infiammazione cutanea si presenta con aree arrossate (eritema), rilevate (pomfi) e pruriginose. Oltre alla cute, l’infiammazione può coinvolgere anche le mucose (con tumefazioni su labbra e palpebre) e gli strati più profondi della pelle che appaiono rigonfi (angioedema).

L’orticaria può essere:

  • Acuta: si manifesta in maniera temporanea e dura meno di 6 settimane;
  • Cronica: è un’infezione cutanea duratura o recidivante che si presenta nella maggior parte dei giorni e per oltre 6 settimane.

Orticaria cause

L’eruzione cutanea dell’orticaria si manifesta quando alcune cellule che si trovano lungo le pareti dei vasi sanguigni della pelle rilasciano una sostanza chiamata l’istamina.

In tal modo si verifica una dilatazione dei vasi sanguigni locali con un rapido rigonfiamento dovuto al travaso di fluidi e proteine nei tessuti. La tumefazione resta fino a quando si riassorbono i liquidi interstiziali nelle cellule circostanti.

Il processo all’origine dell’orticaria può essere la conseguenza di una reazione allergica o non allergica

Le reazioni allergiche e alcune sostanza contenute negli alimenti e nelle medicine possono scatenare il rash cutaneo. L’orticaria allergica può essere determinata da:

  • Alimenti come le arachidi, i frutti di mare, le uova<za e il latte; gli alimenti freschi causano più frequentemente orticaria rispetto a quelli cotti;
  • Farmaci, virtualmente qualunque farmaco può provocare orticaria anche se quelli più frequentemente in causa sono gli antibiotici penicillinici, i sulfamidici, gli anticonvulsivanti, l’aspirina e l’ibuprofene;
  • Punture di insetti;
  • Allergeni ambientali come la polvere di casa, le muffe e il pelo degli animali domestici.
  • Il rash cutaneo può essere anche dovuto a:
  • Sfregamento della pelle (dermografismo) su vestiti molto aderenti;
  • Esposizione al sole o alle lampade a UV (orticaria solare);
  • Esposizione al freddo (orticaria da freddo) causata dal vento freddo o dall’acqua;
  • Un’infezione causata da batteri (come la tonsillite), virus (come l’epatite B e la mononucleosi) e funghi (come la Candida albicans);
  • Fattori psicologici come stress e ansia.

Sintomi dell’orticaria

L’orticaria si manifesta improvvisamente ed è caratterizzata dalla comparsa di un’eruzione cutanea pruriginosa e segni in rilievo e rossastri (pomfi) di dimensioni vanno da pochi millimetri a diversi centimetri, a cui si associa talvolta una sensazione di bruciore e di pizzicore. L’infiammazione cutanea può comparire in una zona del corpo o si può diffondere in vaste zone.

Orticaria nei bambini

La causa più frequente di orticaria acuta sono le infezioni, soprattutto quelle virali delle alte vie respiratorie e del tratto gastrointestinale. L’orticaria può essere anche la conseguenza di:

  • allergia da contatto con sostanze presenti nell’ambiente,
  • allergia o intolleranza alimentare
  • reazione al calore o ad un’eccessiva sudorazione
  • somministrazione di particolari farmaci.

I tratti tipici dell’orticaria di tipo allergico sono:

  • insorge subito: in genere dopo pochi minuti o poche ore dal fattore scatenante;
  • si diffonde in particolar modo su braccia, torace, dorso e gambe;
  • insorge sempre: tutte le volte che il bambino assume quel determinato alimento o farmaco oppure viene punto dallo stesso tipo di insetto;
  • dura poco tempo: scompare spontaneamente entro 3-4 giorni quando l’allergene viene metabolizzato dall’organismo.

Orticaria cronica

Nella forma cronica i segni caratteristici dell’orticaria si protraggono per 6-12 settimane, poi seguono fasi di remissione durante le quali i sintomi migliorano o scompaiono. L’orticaria di tipo cronico è in genere causa da reazioni autoimmuni. L’orticaria autoimmune spesso è legata a malattie o infezioni croniche come l’artrite reumatoide, parassiti intestinali, ghiandola tiroidea poco attiva o iperattiva, celiachia, epatite.

Orticaria in gravidanza

Durante la gravidanza per i cambiamenti ormonali e fisiologici la pelle, soprattutto quella della pancia, dei fianchi e del seno, comincia a prudere e grattarsi si rischia di creare delle infiammazioni cutanee.

Orticaria cura

L’orticaria si può curare con gli antistaminici a cui, solo nei casi di angioedema, si associano steroidi per via orale.

Trattamento e rimedi consigliati

L’obiettivo del trattamento della maggior parte dei casi di orticaria ordinaria è alleviare i sintomi, poiché la condizione medica si risolve progressivamente da sola. I trattamenti più usati sono gli antistaminici per via orale.

Quando rivolgersi al medico

È bene sempre chiedere il parere di un medico per indagare sui fattori scatenanti del rash cutaneo. Può essere necessario anche portare il soggetto al pronto soccorso se la crisi di orticaria si accompagna ad altri sintomi, come la fatica a respirare e a deglutire.

Consigli del farmacista

Si consiglia di evitare alimenti allergizzanti o luoghi in cui può avvenire il contatto con gli allergeni come spazi verdi e ambienti domestici con animali da compagnia. Per combattere le fasi acute di prurito legato all’orticaria, si consigliano:

  • Un bagno caldo con un sapone all’avena o amido di riso;
  • Acqua di rose sia in pomate che in soluzione pura.

Cos’è il ritmo sonno-veglia

I disturbi del sonno da alterazione del ritmo circadiano (o ritmo giorno-notte) variano dall’incapacità di dormire fino a un’eccessiva sonnolenza diurna e sono dovuti a una desincronizzazione tra i ritmi sonno-veglia endogeni (orologio biologico) e il normale ciclo luce-buio

Sintomi dei disturbi sonno-veglia

I disturbi sonno-veglia si manifestano con sintomi che di solito scompaiono quando l’orologio biologico torna a essere in fase con i cicli di luce-buio naturali. La sintomatologia comprende:

  • Insonnia

  • Eccessiva sonnolenza diurna

  • Ridotta efficienza durante la giornata

  • Difficoltà a concentrarsi

  • Malessere generale e disturbi gastrointestinali

  • Disturbi dell’umore, irritabilità e depressione

Cause dei disturbi del ciclo sonno-veglia

Si possono verificare disturbi del ritmo sonno-veglia per vari motivi tra cui:

  • Continui cambiamenti di fuso orario

  • Lavoro notturno o turni di lavoro a rotazione

  • Problemi interni come la sindrome della fase del sonno ritardata frequente negli adolescenti (tendenza fisiologica a posticipare la fase del sonno) o della fase di sonno avanzata (andare a letto e svegliarsi presto) che è più diffusa tra gli anziani.

  • Patologie mediche come Alzheimer, Parkinson o insufficienza renale acuta e nei soggetti con trauma cranico o encefalite.

Se la causa è esterna, alcune funzioni del corpo che si regolano secondo il ritmo circadiano, come la temperatura e la secrezione ormonale, possono diventare desincronizzati rispetto al ciclo esterno di alternanza luce-buio (desincronizzazione esterna) e tra loro (desincronizzazione interna).

Come funziona il ritmo circadiano

Il ritmo circadiano, un ritmo caratterizzato da un periodo di circa 24 ore, è la variazione ciclica delle attività biologiche umane che si svolgono quotidianamente.

Anche se il ritmo circadiano è di tipo endogeno, viene condizionato dagli stimoli dell’ambiente circostante, come luce e temperatura.

Il ritmo circadiano influisce sul nostro corpo condizionando alcuni fattori come:

  • Riposo notturno

  • Pressione arteriosa

  • Resistenza alla fatica

  • Tono muscolare

  • Temperatura corporea

  • Frequenza cardiaca

  • Funzionamento renale

Come ristabilire il ciclo sonno veglia

Un metodo per ristabilire il ciclo sonno veglia è quello di seguire la terapia della luce. Infatti, la luce ha un effetto diretto sulla salute umana poiché influisce sul ritmo circadiano, quindi il sottoporsi a intensa luce (solare oppure artificiale) dopo il risveglio del mattino e l’uso di occhiali da sole per diminuire l’esposizione solare prima di andare a dormire a sera facilitano il riadattamento.

Può aiutare anche assumere di sera prima di andare a dormire la melatonina, un ormone che interviene sulle funzioni dell’ipotalamo e favorisce il ripristino del giusto equilibrio tra sonno e veglia.

Serotonina ciclo sonno-veglia

Come precursore della melatonina, la serotonina contribuisce a regolarizzare i ritmi circadiani, sincronizzando il ciclo sonno-veglia con le funzioni endocrine quotidiane.

Trattamento e rimedi consigliati

Per il trattamento dei disturbi del sonno vengono somministrati farmaci sedativi ipnotici che sono in grado di favorire l’insorgenza e il mantenimento del sonno.

Tra gli integratori che contribuiscono al rilassamento e al riposo notturno c’è la melatonina, che viene classificata come farmaco se il dosaggio è di 2 mg. Anche se viene utilizzato per breve tempo ed è generalmente considerato un trattamento sicuro, si possono manifestare degli effetti collaterali come mal di testa, vertigini e sonnolenza durante il giorno. Inoltre, l’assunzione di melatonina potrebbe influire negativamente su diabete e pressione sanguigna, oltre che aumentare il rischio di coagulazione del sangue.

Un rimedio per prevenire il disturbo del ciclo sonno-veglia legato al cambiamento del fuso orario o al jet lag è quello di spostare gradualmente il ciclo di sonno-veglia prima di viaggiare per approssimarsi all’orario della propria destinazione e, dopo l’arrivo nella località prefissata, esporsi alla luce solare durante il giorno (specialmente di mattina) e al buio prima di andare a dormire.

Quando rivolgersi al medico

La privazione di sonno protratta nuoce gravemente alla salute fisica e mentale. Bisogna considerare, in particolare, che con il persistere per molto tempo dell’alterazione del ritmo sonno-veglia aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e metaboliche come ipertensione, ictus, infarto, obesità e diabete.

Consigli del farmacista

Un valido aiuto per favorire il riposo notturno e il ripristino del normale ciclo sonno-veglia consiste nel bere delle tisane rilassanti a base di prodotti naturali come valeriana, camomilla, melissa e passiflora prima di andare a dormire.

Strabismo

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Cos’è lo strabismo

Lo strabismo (o eterotopia) è un difetto di convergenza degli assi visivi per cui gli occhi non guardano verso la stessa direzione (movimento non coordinato degli occhi).

La mancanza di coordinamento tra i muscoli oculari, che impedisce di orientare lo sguardo di ciascun occhio sullo stesso obiettivo, è determinata da diversi fattori tra cui:

  • Difetti della vista (come la miopia, l’ipermetropia e l’astigmatismo);

  • Malattie oculari (come la cataratta);

  • Patologie neurologiche, paresi di origine cerebrale o paresi dei muscoli oculari;

Questo difetto oculistico ostacola una corretta visione binoculare e può influenzare negativamente la percezione della profondità.

Tra i sintomi dello strabismo ci sono:

  • affaticamento visivo

  • fastidio alla luce (fotofobia)

  • visione doppia (diplopia)

  • cefalea

Normalmente, per allineare gli occhi in modo coordinato e mettere a fuoco la visione su un unico obiettivo vi deve essere il corretto funzionamento di:

  • Muscoli oculari;

  • Vie nervose che trasmettono le informazioni ai muscoli (nervi cranici);

  • Zona del cervello che governa il movimento dei bulbi oculari (centri cerebrali superiori).

Se non si verifica l’allineamento di uno o entrambi gli occhi rispetto agli assi visivi si ha un problema in uno di questi tre livelli del sistema visivo.

Alcuni soggetti sin dall’età infantile possono manifestare il difetto di convergenza degli assi visivi (strabismo congenito), mentre altri individui sviluppano il disturbo successivamente (strabismo acquisito).

Sintomi dello strabismo nei neonati

Nei primi mesi di vita i movimenti degli occhi non sono sincroni, perché si deve ancora completare il processo di maturazione delle vie neuronali che controllano i movimenti coordinati degli occhi. Dal settimo mese di vita in poi, invece, gli assi visivi iniziano ad essere paralleli.

I bambini affetti da strabismo spesso tendono ad inclinare la testa o a sollevare il mento per compensare le difficoltà del cervello a mettere insieme le immagini provenienti dai due occhi disallineati e permettere così una visione binoculare corretta.

Strabismo divergente

Lo strabismo divergente (o exotropia) si ha quando gli assi visivi divergono, causando difficoltà di messa a fuoco degli oggetti, visione doppia e progressiva perdita della vista in profondità.

Strabismo convergente

Al contrario dello strabismo divergente, quello convergente (o esotropia) è caratterizzato dagli assi visivi che convergono verso l’interno, ossia verso il naso.

Strabismo di Venere

Lo strabismo di Venere è un difetto oculistico caratterizzato dal fatto che gli occhi non sono perfettamente simmetrici, proprio come appare lo sguardo della dea Venere dipinta dal pittore Botticelli.

Come curare lo strabismo

Lo strabismo deve essere curato perché può causare una disabilità visiva da un occhio: per evitare la confusione può verificarsi la soppressione al livello corticale dell’immagine che viene percepita dall’occhio deviato (ambliopia, nota come “occhio pigro”).

Nei bambini il disallineamento degli occhi può provocare anche la riduzione delle abilità motorie e un ritardo nello sviluppo sia nel camminare che nel parlare.

Esercizi per correggere lo strabismo

La ginnastica oculare intende rafforzare i muscoli degli occhi in modo da aiuta a rendere il cervello di chi è affetto da strabismo capace di:

  • allineare gli occhi

  • mettere a fuoco

  • elaborare visivamente le immagini

Si consiglia di fare le prime sedute di fisioterapia oculare presso uno studio di ortottica e poi, una volta aver imparato la tecnica e gli esercizi da eseguire, continuare da soli in modo regolare (circa 15 minuti al giorno).

Trattamento e rimedi consigliati

Per ridurre i disagi e scongiurare le conseguenze negative dello strabismo, i trattamenti più diffusi sono:

  • Utilizzo di lenti correttive per ottenere acutezza visiva e migliorare la deviazione;

  • Cura dell’ambliopia, una conseguenza dello strabismo, stimolando la visione con la tecnica occlusiva: il bendaggio di un occhio per abituare l’altro a visualizzare le immagini in modo corretto;

  • Intervento chirurgico (in anestesia locale o generale) per correggere definitivamente il difetto visivo agendo direttamente sul muscolo oculare per spostarlo in modo da farlo ritornare nella giusta posizione.

Quando rivolgersi al medico

Se si verifica in età adulta lo strabismo può comportare dei rischi da non sottovalutare, perché potrebbe essere il segno di una grave condizione medica come l’ictus.

Consigli del farmacista

Per favorire la funzionalità del microcircolo e il benessere della vista si possono assumere degli integratori alimentari che contengono vitamina A e C, oltre che antiossidanti come il mirtillo e la luteina.

Cos’è l’herpes genitale

L’herpes genitale è una malattia a trasmissione sessuale provocata da herpes virus umano 1 (virus herpes simplex-1) o 2 (virus herpes simplex-2) e di solito comporta lesioni genitali ulcerose.

La trasmissione dell’infezione può verificarsi attraverso il rapporto sessuale (vaginale, anale, orale) non protetto con partner sessuali infetti.

Le donne in stato di gravidanza con herpes genitale possono trasmettere il virus al feto o al neonato durante il parto attraverso il contatto con secrezioni vaginali contenenti l’herpes simplex. C’è un maggiore rischio di trasmissione del virus dell’herpes simplex al neonato quando la donna in gravidanza ha un’infezione genitale primaria (cioè recentemente acquisita) da virus dell’herpes simplex.

Sintomi dell’herpes genitale

I sintomi delle lesioni da herpes genitale sono il presentarsi di vescicole o ulcere su base eritematosa nella zona genitale. Le vescicole solitamente si erodono formando ulcere che possono confluire formando grappoli. Le lesioni genitali si sviluppano 4-7 giorni dopo il contatto con la persona infetta e possono verificarsi nelle seguenti posizioni:

  • negli uomini sul prepuzio, glande e asta peniena
  • nelle donne su grandi e piccole labbra, clitoride, perineo, vagina e cervice uterina
  • in donne o uomini che hanno rapporti anali passivi attorno all’ano e nel retto

L’infezione genitale primaria può causare anche altri sintomi, come:

  • febbre,
  • mal di testa,
  • dolori articolari,
  • malessere generale,
  • difficoltà ad urinare,
  • stipsi.

Come si presenta l’herpes genitale

L’infezione genitale dovuta all’herpes simplex si manifesta con vescicole o ulcere su base eritematosa nella zona genitale.

Le recidive dell’herpes genitale tendono a essere più lievi e si verificano nella maggior parte dei soggetti affetti da virus dell’herpes simplex di tipo 2, meno in chi è affetto da virus dell’herpes simplex di tipo 1.

La diagnosi di herpes genitale è spesso basata su una valutazione clinica delle lesioni caratteristiche, ossia grappoli di vescicole o ulcere su base eritematosa.

Tuttavia, per confermare la diagnosi, se non è chiara, deve essere fatto il test per virus dell’herpes simplex (coltura e reazione a catena della polimerasi).

A volte l’herpes genitale non causa alcun disturbo evidente, quindi è necessario fare i test sierologici che rivelano gli anticorpi anti-virus dell’herpes simplex.

Come prevenire l’herpes genitale

I modi migliori per evitare l’herpes genitale sono:

  • Avere una relazione reciprocamente monogama con un partner che non è infetto
  • Astenersi dal contatto sessuale (vaginale, anale) e dal sesso orale quando hanno lesioni di herpes
  • Utilizzare i preservativi in lattice (anche se i preservativi non coprono tutte le aree che possono essere infettate da herpes genitale).

Come curare l’herpes genitale

Per l’herpes genitale esistono trattamenti che servono solo a ridurre la gravità e la durata dei focolai. La terapia a base di farmaci antivirali presi per bocca è fondamentale per intervenire sulla malattia virale. È sconsigliato l’uso di farmaci antivirali topici, perché hanno poca efficacia.

Herpes genitale rimedi naturali

L’herpes genitale può essere curato assumendo probiotici che rafforzano il sistema immunitario.

Si possono anche assumere compresse contro l’herpes simplex a base di principi naturali come:

  • semi di pompelmo, a cui sono attribuite proprietà antisettiche, antivirali e antimicotiche;
  • melissa che esercita non solo un’azione ansiolitica e calmante, ma anche antivirale;
  • echinacea che ha un’azione antinfettiva, antivirale e immunostimolante;
  • calendula, dotata di proprietà antivirali, antibatteriche e antifungine.

Trattamento e rimedi consigliati

L’herpes genitale viene trattato con la somministrazione per via orale di farmaci antivirali come Aciclovir, Valaciclovir o Famciclovir (il dosaggio va rivisto in caso di insufficienza renale). Bisogna considerare che gli effetti collaterali indotti da questi medicinali comprendono:

  • nausea e vomito

  • diarrea

  • cefalea

  • rash

Quando gli attacchi ricorrenti sono gravi (generalmente più di 6 l’anno), può essere necessario assumere farmaci antivirali come terapia soppressiva.

Quando rivolgersi al medico

Il beneficio dei farmaci antivirali è legato alla tempestività dell’intervento: è bene avviare la terapia nei momenti immediatamente precedenti il manifestarsi dell’herpes genitale o entro le prime 24 ore dalla comparsa del focolaio di infezione.

Pertanto, si consiglia di rivolgersi al medico appena si avverte la sensazione di formicolio, in modo da iniziare subito il trattamento.

Consigli del farmacista

Per contribuire a lenire i sintomi dell’herpes genitale si consiglia di mantenere le vesciche infette asciutte dopo il lavaggio e indossare biancheria intima in cotone.

Si ricorda, inoltre, che le lesioni recidive sono favorite da:

  • stress

  • eccesso di alcol

  • esposizione solare

  • calo delle difese immunitarie

Quindi per prevenire l’herpes genitale è bene avere uno stile di vita sano e corretto.

Cos’è la medicazione del cordone ombelicale

Immerso nel liquido amniotico durante tutta la gravidanza, il cordone ombelicale ha la funzione di permettere lo scambio di sangue tra madre e feto collegando il circolo sanguigno del bambino alla placenta, e così il feto riceve dal sangue materno ossigeno e sostanze necessarie alla crescita e allo sviluppo.

Alla nascita, il cordone ombelicale non è più necessario, quindi viene bloccato con una pinza sterile di plastica per evitare che fuoriesca il sangue e subito dopo viene tagliato. In seguito alla recisione del cordone, attaccato al neonato rimane un moncone lungo 3-5 centimetri che va medicato finché non si essicca e cade spontaneamente.

Medicazione del cordone ombelicale nel neonato

È molto importante prendersi cura in modo adeguato del moncone ombelicale, perché in caso di scarse condizioni igieniche e cura inadeguata può insorgere un’infezione.

Una volta che il moncone è asciutto, va tolta la pinza di plastica che lo chiude. L’esposizione del cordone all’aria causa un fisiologico processo di mummificazione o essiccazione che dura 5-15 giorni, durante i quali si verificano modifiche strutturali (il moncone assume varie colorazioni che vanno dal verde giallastro, al marrone, al nerastro) che inducono successivamente al suo distacco completo, generando così la cicatrice ombelicale (ombelico).

Fino al momento della caduta spontanea del moncone ormai esiccato, è fondamentale curare e medicare il moncone ombelicale rispettando alcune semplici norme igieniche per evitare un’infezione:

  • Assicurare l’igiene quotidiana: tenere pulito il moncone ombelicale e l’area circostante controllando a ogni cambio del pannolino che non si sia sporcato con le feci;
  • Lavarsi le mani con acqua e sapone prima di procedere nella medicazione del moncone ombelicale;
  • Lavare il bambino sotto l’acqua corrente, evitando l’immersione nel bagnetto per prevenire l’eventuale contaminazione del moncone ombelicale;
  • Medicare il moncone con acqua ossigenata e avvolgerlo con una garza sterile asciutta, senza mettere nessuna sostanza;
  • Non comprimere il moncone: piegare verso il basso la parte anteriore del pannolino e non mettere al neonato indumenti molto aderenti;
  • Lasciare il più possibile il moncone ombelicale scoperto per favorire la mummificazione, per esempio si può lasciare il moncone fuori dal pannolino o, se la temperatura lo permette, anche dalla maglietta.

Rimedi per la cicatrizzazione ombelico neonati

Nelle situazioni in cui l’igiene è normalmente garantita, è sufficiente la pulizia dell’area intorno al moncone con acqua ossigenata e dischetti di garze sterili monouso 10×10.

Cosa serve per medicazione del cordone ombelicale

La medicazione si effettua circa due volte a giorno disinfettando l’ombelico con acqua ossigenata e coprendo la zona con garze sterili asciutte.

Trattamento e rimedi consigliati

Oltre alla normale medicazione con acqua ossigenata e garze sterili, il pediatra potrebbe consigliare alcuni trattamenti locali per disinfettare e prevenire irritazioni o altre conseguenze di una non corretta cura del moncone ombelicale. Alcuni prodotti farmacologici in commercio sono:

  • Hyalosilver spray, un prodotto che unisce le proprietà rigeneranti dell’acido ialuronico a quelle disinfettanti dell’argento.
  • Versus spray, un prodotto a base di collagene e argento colloidale che agevola la cicatrizzazione e riduce il rischio di eventuali infezioni batteriche.
  • Trofodermin spray, un prodotto cicatrizzante antibatterico che abbrevia i tempi di cicatrizzazione e il processo di riparazione dei tessuti.

Quando rivolgersi al medico

Se non adeguatamente curato il moncone ombelicale può andare incontro a macerazione, veicolando infezioni dell’ombelico e dei tessuti circostanti (onfaliti) che possono essere anche molto gravi.

L’onfalite si manifesta nella zona intorno all’ombelico con:

  • Eritema,
  • Arrossamento,
  • Edema e sanguinamento,
  • Dolore al tatto.

A volte possono essere presenti anche altri sintomi come:

  • Febbre,
  • Sonnolenza,
  • Secrezioni purulente e maleodoranti.

Se si presentano tali sintomi e si sospetta un’onfalite è bene rivolgersi al medico. È opportuno rivolgersi al pediatra anche in presenza di:

  • Sanguinamento continuo e abbondante del moncone ombelicale, poiché può essere segno di una malattia emorragica;
  • Mancata caduta del moncone ombelicale oltre le 3-4 settimane successive alla nascita, poiché ci può essere un’infezione.

Consigli del farmacista

Nel caso in cui i tempi di mummificazione del cordone ombelicale sia particolarmente lunghi si può intervenire con l’utilizzo di alcuni prodotti naturali, come dei preparati che associano echinacea e arnica in polvere, per favorire il processo di guarigione del moncone.

Asma

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Cos’è l’asma

L’asma è una malattia cronica delle vie aeree caratterizzata da un’ostruzione, in genere reversibile, dei bronchi che provoca periodicamente:

  • spasmo bronchiale (broncospasmo)

  • attacchi di tosse

  • difficoltà nella respirazione (dispnea) prevalentemente nella fase espiratoria

  • respiro sibilante

  • senso di costrizione toracica

  • dolore al petto

Asma sintomi

Si possono avere attacchi d’asma poco frequenti, solo in determinati momenti (come durante l’attività sportiva) o avere sintomi perenni. I sintomi dell’asma comprendono:

  • tosse secca,

  • sibilo e respiro affannoso durante l’espirazione,

  • fiato corto,

  • dolore al torace.

Tra i segni che indicano un peggioramento dell’asma ci sono:

  • sintomi asmatici che diventano più frequenti e fastidiosi,

  • maggiore difficoltà a respirare,

  • necessità di utilizzare più spesso un inalatore.

Cause dell’asma

Le cause dell’asma sono legate a fattori genetici, ambientali e sanitari come:

  • iperreattività bronchiale, cioè una sensibilità dei bronchi a rispondere con uno spasmo della muscolatura liscia bronchiale quando sono esposti a vari stimoli come quelli farmacologici (inclusi gli antinfiammatori non steroidei);

  • esposizione a inquinamento ambientale;

  • eccesso di umidità ambientale;

  • esposizione a basse temperature o inalazione di aria fredda, che possono provocare broncospasmo in soggetti asmatici;

  • assunzione di solfiti e conservanti contenuti in alcuni alimenti e bevande, tra cui vino, gamberetti e cibi precotti;

  • malattia da reflusso gastroesofageo, in cui gli acidi dello stomaco risalgono in gola (asma da reflusso);

  • stress emotivo e ansia;

  • infezioni respiratorie, come il raffreddore e influenza;

  • presenza di infezioni polmonari precoci come bronchiolite;

  • nascita prematura, soprattutto se è stato necessario il respiratore artificiale;

  • basso peso alla nascita, ossia con peso corporeo inferiore ai 2 kg;

  • condizione di sovrappeso da adulto;

  • esposizione al fumo di tabacco (anche quello passivo).

Per alcuni individui i sintomi dell’asma vengono stimolati in determinate situazioni:

  • Asma da sforzo, indotta da esercizi fisici.

  • Asma occupazionale, innescata da agenti irritanti inalati sul posto di lavoro come fumi chimici, gas o la polvere.

  • Asma allergica, innescata da allergeni sia in ambienti chiusi che all’aperto (come muffa, polvere, acari, animali domestici, pollini).

Asma bronchiale

L’asma bronchiale è una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree che determina broncocostrizione, edema della mucosa e ipersecrezione, fino a determinare un danno permanente con rimodellamento della parete bronchiale.

I sintomi di asma bronchiale (attacchi di tosse, fiato corto, senso di costrizione al torace e dolore al petto) compaiono di solito al mattino presto o di notte, dopo l’esercizio fisico o per l’esposizione a determinati fattori scatenanti.

Asma da sforzo

L’asma da sforzo è indotta dall’esercizio fisico e in genere è caratterizzata dalla comparsa di tosse, affanno o sibilo respiratorio dopo 5-10 minuti dall’inizio dell’attività sportiva. Nella forma lieve la malattia causa una tosse secca e insistente, che passa dopo circa 15 minuti, però a volte i sintomi sono più vistosi e comportano tosse violenta, affanno e sibilo respiratorio.

Per una corretta diagnosi del disturbo respiratorio è opportuno eseguire il test di broncostimolazione con l’esercizio fisico. Se il test è positivo, l’individuo può continuare a fare sport una volta che sia stata somministrata la terapia adatta a prevenire il broncospasmo da sforzo fisico.

Attacco d’asma

Durante un attacco d’asma la muscolatura liscia delle vie aeree si contrae, si infiammano e gonfiano le pareti (edema) e aumenta la secrezione di muco che provoca un impedimento del passaggio dell’aria.

È importante, per capire se è necessario cercare assistenza medica di emergenza, saper riconoscere i segni di un attacco asmatico grave quali:

  • difficoltà a parlare

  • dispnea grave

  • labbra violacee e pallore

  • tachicardia

  • sibili durante la respirazione

Asma bronchiale allergica

L’asma bronchiale allergica è causata da allergie e in alcuni individui, l’infiammazione provoca dolore al torace e asma notturna. Altri, sentono i sintomi solo quando fanno attività fisica (asma da sforzo).

Tra i fattori ambientali che provocano l’asma bronchiale ci sono:

  • Allergie ad alimenti,

  • Allergeni da interni (come animali domestici, acari della polvere, muffa e spore di funghi),

  • Allergeni ambientali (come polline e graminacee).

Asma da reflusso

In alcuni soggetti asmatici il reflusso gastroesofageo può indurre crisi asmatiche.

Il reflusso dei contenuti gastrici e intestinali (duodenali) crea l’irritazione e in seguito delle lesioni delle pareti interne dell’esofago inducendo l’asma perché si innescano due meccanismi:

  • l’acido gastrico provoca broncocostrizione tramite un riflesso nervoso aumentando anche la iperresponsività di base delle vie aeree;

  • nelle vie aeree superiori la microaspirazione di piccole quantità di succo gastrico scatena la crisi d’asma.

Trattamento e rimedi consigliati

Per mantenere sotto controllo l’asma bisogna non solo trattare il broncospasmo, ma anche curare l’infiammazione delle vie aeree che portano allo scatenarsi dei sintomi asmatici.

Il trattamento farmacologico va commisurato alla gravità dei sintomi in modo da ottenere il giusto effetto terapeutico utilizzando la minore quantità di farmaci. Tra i medicinali per curare l’asma bronchiale ci sono:

  • cortisonici sistemici e a uso inalatorio,

  • inalatori (broncodilatatori) a breve o lunga durata d’azione (LABA e/o LAMA) che aprono rapidamente le vie aeree gonfie e facilitano la respirazione durante l’attacco d’asma,

  • antistaminici e antileucotrienici, che possono aiutare se l’asma viene innescata o aggravata da allergie.

Quando rivolgersi al medico

Gli attacchi di asma severi possono rappresentare un pericolo per la vita. I segni di un’emergenza di asma che richiedono un intervento medico tempestivo sono:

  • peggioramento rapido della mancanza di respiro,

  • nessun miglioramento anche dopo l’utilizzo di un inalatore,

  • mancanza di respiro anche durante un minimo sforzo fisico.

Consigli del farmacista

Si può ridurre il rischio di asma o tenere sotto controllo il disturbo respiratorio seguendo alcuni accorgimenti, tra cui:

  • Mantenere un livello di umidità ottimale in casa.

  • Prevenire lo sviluppo delle spore di muffa pulendo le aree umide nel bagno e nella cucina.

  • Usare il condizionatore d’aria per ridurre la quantità di polline nell’aria e diminuire l’esposizione agli acari della polvere.

  • Ridurre al minimo la polvere, per esempio usando tende lavabili, inserendo cuscini e materassi in coperture antipolvere ed eliminando i tappeti.

  • Coprire il naso e la bocca se fa freddo, eventualmente indossando una maschera facciale.

  • Svolgere regolarmente attività fisica per prevenire malattie cardiocircolatorie, quindi alleviare i sintomi di asma.

  • Non essere in sovrappeso perché tale condizione può peggiorare i sintomi dell’asma.

  • Controllare il bruciore di stomaco e la malattia da reflusso gastroesofageo perché il reflusso acido che provoca bruciori di stomaco può danneggiare le vie aeree e peggiorare i sintomi dell’asma.

  • Smettere di fumare.

Cos’è la tosse secca

La tosse secca è un tipo di tosse del tutto privo di espettorazione catarrale. Si tratta di un meccanismo di difesa adottato dall’organismo nel tentativo di allontanare e rimuovere eventuali agenti irritanti o patogeni che si trovano all’interno delle vie aeree.
Solitamente la tosse secca è tipica di patologie virali (infezioni delle vie aeree dovute a virus) e di patologie infiammatorie che interessano l’albero bronchiale.

Sintomi tosse secca

A seconda del motivo scatenante, della durata e del modo in cui si manifesta, è possibile distinguere differenti tipologie di tosse secca. Per il continuo tossire a volte si irrita la gola o compaiono dolori muscolari.

Cause tosse secca

La tosse secca è legata talvolta a delle patologie (ad esempio malattie del tratto respiratorio) oppure ad elementi presenti nell’ambiente circostante (ad esempio sostanze irritanti nell’aria, fumo e smog).

Tosse secca persistente

La tosse secca viene definita persistente quando perdura per più di 3 settimane.

Tosse secca bambini

Nei bambini il raffreddore comporta uno scolo di muco dal naso in gola generando la tosse. La rimozione del muco tramite l’irrigazione nasale (con soluzione fisiologica, spray o docce nasali) è un metodo efficace per ridurre questo disturbo. Sono sconsigliati gli antitussigeni per il rischio di effetti collaterali, anche di natura neurologica. Un trattamento raccomandato anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità è rappresentato dal miele. Però ai bambini di età inferiore ad un anno è meglio dare lo sciroppo di mais.

Tosse secca aerosol

Tranne nel caso specifico della laringite, l’aerosol con cortisonici non risolve il problema della tosse secca. Se la tosse è causata da un broncospasmo (asma e bronchiti asmatiche), il farmaco da utilizzare è un broncodilatatore (utilizzato sotto forma di spray) associato ai cortisonici.

Trattamento e rimedi consigliati

Prima di assumere qualsiasi farmaco per calmare la tosse secca è sempre bene recarsi dal medico di base, che, dopo un’accurata diagnosi, potrà prescrivere al paziente la terapia che meglio si addice al suo caso specifico. Per il trattamento sintomatico della tosse secca sono indicati farmaci con funzione sedativa della tosse (ossia che sono in grado di ostacolare il riflesso tussigeno) che vengono somministrati per via orale in forma di gocce orali o sciroppi. Vi sono farmaci contenenti principi attivi di natura oppioide come codeina (Paracodina®) e destrometorfano (Aricodil Tosse®) oppure contenenti principi attivi non oppioidi come il butamirato (Sinecod Tosse Sedativo®).
Per calmare la tosse secca esistono anche rimedi naturali con proprietà antitussive ed emollienti utili per dare sollievo alla gola irritata dalla tosse. Particolari proprietà antitussive hanno gli estratti di edera che sono impiegati anche nella composizione di alcuni farmaci (Hederix Plan®).

Quando rivolgersi al medico

Non appena compare il fastidio è bene rivolgersi subito al medico di base che, oltre ad individuare il tipo di tosse che ha il paziente, sarà in grado di determinare l’eventuale presenza di patologie che hanno portato allo sviluppo del disturbo.

Se la tosse secca non viene prontamente trattata, il suo continuo presentarsi potrebbe dare origine a un dolore al petto e nei casi più gravi anche a lesioni delle vie aeree e dei polmoni.
In alcuni casi la tosse secca potrebbe essere indice di malattie più gravi soprattutto se si accompagna ad altri sintomi come ad esempio:

  • battito cardiaco accelerato;
  • compromissione della capacità di linguaggio;
  • difficoltà respiratorie;
  • emissione di sangue con la tosse;
  • disidratazione;
  • disturbi del sonno (ad esempio insonnia e ipersonnia);
  • intenso dolore durante la deglutizione;
  • forte dolore toracico;
  • gonfiore delle gambe e delle caviglie.

In seguito ad una visita per definire la diagnosi il medico può decidere di sottoporre il paziente ad analisi ed esami diagnostici (ad esempio analisi del sangue, TAC, risonanza magnetica) o richiedere il parere di medici specialisti (ad esempio pneumologo, cardiologo, oncologo).

Consigli del farmacista

Per prevenire o calmare i primi colpi di tosse secca ci sono alcuni rimedi naturali come per esempio:

  • miele ottimo rimedio naturale per dare sollievo alla gola irritata;
  • infusi di fiori essiccati di tiglio, una pianta dotata di proprietà antitussive ed emollienti;
  • altea, una pianta officinale dotata di azione emolliente di cui si possono usare fiori, foglie e radici prevalentemente sotto forma di infuso o decotto.

Cosa sono le zampe di gallina

Con la dicitura zampe di gallina s’intendono le rughe d’espressione che si formano intorno agli occhi, in particolare nella zona perioculare, in corrispondenza degli angoli esterni degli occhi. Il nome attribuito a questi inestetismi deriva proprio dalla loro forma, che ricorda, appunto, le zampe di gallina.

Sintomi zampe di gallina

Le zampe di galline sono un inestetismo della pelle che si manifesta con dei solchi evidenti nella zona perioculare, in corrispondenza degli angoli esterni degli occhi.

Cause zampe di gallina

Le zampe di gallina sono le rughe d’espressione che si formano a causa dell’azione esercitata dai muscoli mimici e dall’invecchiamento naturale della pelle.
Con il passare degli anni, infatti, la cute perde la sua struttura, i tessuti si rilassano e diventa meno elastica. Nello specifico, i fibroblasti presenti nel derma perdono gradualmente la loro attività e di conseguenza avviene una riduzione della sintesi di collagene e fibre elastiche, fondamentali per sostenere la pelle e conferire tono, idratazione e compattezza.
Questi fenomeni, associati alla continua sollecitazione dei muscoli mimici del viso, danno luogo a rughe evidenti, marcate e permanenti: le zampe di gallina. Tra i fattori di rischio troviamo poi l’esposizione a sole non protetta o eccessiva e la predisposizione genetica.

Crema zampe di gallina

La cosmesi e la medicina estetica hanno sviluppato diversi prodotti e trattamenti per combattere le rughe d’espressione e tra questi troviamo la crema per le zampe di gallina, ma anche maschere e prodotti make-up formulati con ingredienti efficaci per attenuare l’inestetismo. Molto utili le creme contorno occhi antirughe a base di:

  • Antiossidanti (vitamina C ed E e il coenzima Q10)
  • Sostanze nutrienti e idratanti.
  • Sostanze ridensificanti (vitamina C e grassi vegetali)
  • Collagene e acido ialuronico.

Trattamento e rimedi consigliati

Eliminare le zampe di gallina è impossibile ma sono diversi i trattamenti studiati per alleviare queste rughe d’espressione. Tra i cosmetici è possibile trovare creme contorno occhi, maschere viso e prodotti per il make-up specificatamente formulati con antiossidanti, sostanze nutrienti, idratanti e ridensificanti, collagene e acido ialuronico. Esistono poi delle creme realizzate con ingredienti botox – like che svolgono un’azione simile alla tossina botulinica, in grado di decontrarre i muscoli mimici del volto, affinando così le zampe di gallina.
Tra il trattamento delle rughe sono disponibili anche degli integratori specifici formulati con una serie di nutrienti che possono rivelarsi utili per attenuare le zampe di gallina e che contengono antiossidanti, oligoelementi, acidi grassi essenziali, collagene, acido ialuronico ed estratti ed vegetali, tra questi annoveriamo Esi No Dol Collagene in compresse e Moniderma C10, schiarente e anti – aging.
Inoltre la medicina estetica propone diversi trattamenti come filler e botox e lifting, laser, biorivitalizzazione e lipofilling.

Quando rivolgersi al medico

Le zampe di gallina sono un inestetismo estetico quindi è non è necessario un consulto medico, a meno che non si voglia effettuare degli interventi di chirurgia plastica. Per procedure poco invasive, come quelle di medicina estetica basta il consulto di un dermatologo.

Consigli del farmacista

Oltre ai trattamenti consigliati per contrastare l’insorgere delle zampe di gallina è possibile mettere in atto alcuni accorgimenti che possono ritardare il più possibile la comparsa degli inestetismi cutanei. In particolare è molto importante:

  • Seguire un’alimentazione sana ed equilibrata, ricca di antiossidanti, vitamine e sali minerali.
  • Praticare attività fisica regolarmente.
  • Evitare vizi come il fumo e l’alcol che contribuiscono all’invecchiamento cutaneo.
  • Evitare l’esposizione eccessiva ai raggi UV e proteggere bene la pelle utilizzando filtri solari e occhiali da sole, utili per proteggere anche gli occhi.
  • Eseguire una detersione quotidiana della pelle con detergenti delicati e prendersene cura con scrub (efficaci per eliminare le cellule morte) e prodotti idratanti e nutrienti, adeguati alla propria tipologia di pelle ed età.
  • Praticare la ginnastica facciale con esercizi che migliorano il tono della pelle e riducono le rughe del viso.
  • Dormire il numero giusto di ore per permettere alla pelle di rigenerarsi.
  • Bere molta acqua per favorire l’idratazione della pelle e prevenire la secchezza cutanea, che dona un aspetto stanco e favorisce l’insorgere delle rughe.
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