Prurito intimo femminile

by patologie_farmacia1_wp

Cos’è il prurito vaginale

Il prurito vaginale è un sintomo che può avere diverse origini. Si tratta, nello specifico, di un senso di formicolio o di irritazione ai genitali esterni (vulva) e alla vagina (il condotto che mette in comunicazione la cervice uterina con i genitali esterni) e che può dipendere da diverse cause, accomunate tra loro dal fatto di provocare un’infiammazione esterna e/o interna.

Sintomi del prurito vaginale

Il prurito vaginale è un disturbo che spesso è associato ad altri sintomi tipici delle infezioni/irritazioni vaginali, come:

  • Arrossamento.
  • Fastidio nell’area vaginale.
  • Piccoli sanguinamenti vaginali.
  • Leucorrea (perdite di secrezioni vaginali di vario tipo a seconda dell’infezione).

Cause del prurito vaginale

L’ecosistema vaginale è un sistema acido e ostile, al punto tale da impedire lo sviluppo delle infezioni; in alcuni casi però, bastano delle lievi modificazioni del pH vaginale per determinare la proliferazione di microorganismi patogeni che causano patologie come la vaginite. Il prurito intimo vaginale è, infatti, il sintomo di molte di infezioni vaginali, come ad esempio la Candida (causata dall’omonimo fungo) e la tricomoniasi (che prende il nome dal Trichomonas vaginalis, il microrganismo che la provoca), ma anche di malattie sessualmente trasmissibili (come la clamidia).

Altre cause possono essere:

  • Vaginite batterica (quando i batteri vanno a sostituire gli abitanti della vagina, che svolgono una funzione antibatterica).
  • Vaginite non infettiva (reazioni allergiche, irritazioni, scarsa igiene o altre situazioni che contribuiscono ad alterare l’ecosistema vaginale).
  • Dermatiti.
  • Psoriasi.
  • Diabete. Chi soffre di questa patologia ha una secrezione sebacea ridotta che provoca secchezza della pelle e prurito, anche alle parti genitali: ecco perché prurito vaginale e diabete sono associati anche negli uomini.
  • Alterazioni ormonali o nutrizionali. Gli estrogeni contribuiscono alla lubrificazione vaginale e una loro diminuzione può portare disidratazione, assottigliamento e infiammazione dei tessuti, che si presenta con prurito intimo e altri sintomi.
  • Menopausa (risposta degli estrogeni della parete vaginale che diventa più secca).

Prurito vaginale esterno

Il prurito intimo esterno femminile può dipendere da varie cause, accomunate tra loro dal fatto di provocare un’infiammazione a livello della vagina, spesso associata ad un’infiammazione della vulva, la parte esterna che comprende: il monte di venere, le piccole labbra, le grandi labbra e l’apertura uretrale.

Prurito vaginale interno

Il prurito intimo femminile interno è un sintomo molto fastidioso che può avere diverse origini e che interessa la vagina, il condotto che mette in comunicazione la cervice uterina con i genitali esterni, ma che spesso è associato a fastidi nella parte esterna (vulva). Il prurito vaginale interno, solitamente, è causato da vaginiti, quindi infezioni da funghi e batteri, che devono essere trattate con farmaci antimicotici, antibiotici per via orale e/o locale.

Prurito vaginale in gravidanza

Sono diversi i fattori scatenanti per il prurito vaginale in gravidanza. La causa più diffusa è la candidosi, cioè l’infezione causata da un micete, il microrganismo Candida albicans, determinata da un fungo. Non sono rare altre vaginiti in gravidanza determinate ad esempio da batteri, come l’Escherichia coli, o virus, tra cui il Papilloma virus.

Molto diffuse durante il periodo della gestazione, anche le vaginiti non infettive, dovute a irritazioni, reazioni allergiche, sostanze chimiche o altro.

La donna in gravidanza presenta, infatti, una maggior sensibilità in tutto l’organismo, ma anche degli scompensi ormonali che facilitano l’insorgenza della vaginite, che provoca un forte prurito intimo e che, soprattutto se batterica, deve essere trattata precocemente, perché potrebbe determinare un parto prematuro.

Le cause del prurito vaginale in gravidanza devono essere subito indagate attraverso un tampone da sottoporre a esame istologico, utile per ricercare i microrganismi che causano l’infiammazione.
Per il trattamento vengono consigliate solitamente creme lubrificanti o, in caso di vaginiti batteriche o fungine, somministrati antibiotici per via orale e/o locale

Prurito vaginale prima del ciclo

Il prurito vaginale prima del ciclo è un classico sintomo della sindrome premestruale, che comprende una serie di disturbi che colpisce l’80% delle donne, in modo più o meno intenso. I responsabili sono gli ormoni: gli estrogeni, infatti, salgono fino a rendere possibile l’ovulazione, poi nella seconda parte del mese diminuiscono per lasciare il posto al progesterone che rende il seno più teso e prepara l’utero ad una possibile gravidanza, ma che trascura il benessere della mucosa vaginale; infatti, uno dei sintomi premestruali più diffusi è la secchezza vaginale, che provoca il prurito intimo femminile tipico prima del ciclo.

Prurito vaginale senza perdite

Il prurito intimo vaginale senza perdite è un sintomo tipico delle vaginiti non infettive (quelle infettive causano anche delle secrezioni dense e maleodoranti, che variano a seconda dell’agente patogeno che le scatena). Se il prurito intimo femminile è associato solo ad arrossamento e irritazione, probabilmente si è verificata una irritazione/allergia/dermatite, causata dal contatto con sostanze aggressive o tessuti sintetici.

Prurito intimo dopo rapporto

Il prurito intimo femminile che si verifica dopo un rapporto sessuale protetto è un tipico sintomo dei vaginite non infettiva, dermatite o allergia, tutti disturbi causati dal contatto con una sostanza aggressiva, che in questo caso probabilmente può essere il lubrificante del preservativo.

Il prurito vaginale che si verifica dopo un rapporto sessuale non protetto potrebbe, invece, essere causato da una malattia sessualmente trasmissibile, come ad esempio:

  • Clamidia (provocata da un batterio che nella donna infetta la cervice e nell’uomo l’uretra).
  • Candida (provocata da un fungo).
  • Condilomi (verruche genitali molto contagiose).
  • Herpes genitale (infezione da virus).
  • Gonorrea (causata da un batterio).
  • Sifilide (causata da un batterio).

Trattamento e rimedi consigliati

Per individuare il trattamento per il prurito vaginale più adatto, è necessario risalire alla causa sottostante che lo provoca:

  • La vaginite batterica viene trattata con farmaci a base di antibiotici da assumere per via orale o da applicare localmente (crema, ovuli o gel) come Gyno Canesblance.
  • La vaginite da candida prevede la somministrazione di farmaci antifungini per via orale o locale (creme, ovuli, o capsule vaginali).
  • La vaginite da tricomoniasi va trattata con antibiotici per via orale e/o topici.
  • La vaginite non infettiva deve essere trattata rimuovendo la fonte di irritazione.

Per trattare e calmare il prurito vaginale e l’irritazione della zona vaginale può essere efficace Vagisil Crema, con principio attivo lidocaina.
Per la prevenzione sono molto utili gli integratori intestinali che bilanciano l’attività della candida intestinale, che favoriscono la presenza dei batteri buoni, come Candida Support in capsule.

Quando rivolgersi al medico

Se il prurito vaginale persiste nonostante il trattamento e, soprattutto se è associato a sintomi intensi come bruciore, dolore e perdite vaginali, è consigliabile consultare il medico che provvederà a prescrivere degli esami specifici per individuare la causa dell’infiammazione e quindi la terapia adeguata.

Consigli del farmacista

Per prevenire il prurito vaginale è necessario prevenire l’insorgere di infezioni, irritazioni e allergie, quindi è consigliabile:

  • Mantenere una corretta igiene intima con saponi pH acido, come ad esempio Saugella.
  • Avere rapporti sessuali protetti.
  • Evitare le lavande vaginali ricorrenti.
  • Combattere la secchezza con lubrificanti (durante il rapporto sessuale) o idratanti che svolgono un’azione più prolungata.
  • Attenzione all’igiene: alcuni detergenti intimi scadenti contengono sostanze irritanti, ma anche alcuni medicinali e detersivi per il bucato possono scatenare reazioni allergiche/irritanti.