Reflusso gastroesofageo

by patologie_farmacia1_wp

Cos’è il reflusso gastroesofageo?

Il reflusso gastroesofageo è un disturbo caratterizzato dalla risalita di materiale acido dallo stomaco all’esofago, il canale che collega la bocca con lo stomaco. Il reflusso si verifica quando lo sfintere (o cardias, una specie di valvola muscolare che si apre e si chiude per consentire il transito del cibo) si rilascia nel momento non opportuno, consentendo il passaggio di contenuto gastrico, che va ad irritare la mucosa esofagea.

Sintomi reflusso gastroesofageo

I sintomi del reflusso gastroesofageo possono presentarsi in maniera continua o intermittente. Inoltre, la sintomatologia può essere legata ad altri fattori, come la posizione del corpo (sdraiata o piegata in avanti) e comprende:

  • Bruciore retrosternale che si irradia dalla parte bassa dello stomaco fino a gola e torace.
  • Rigurgito acido
  • Sapore amaro in bocca
  • Disfagia
  • Tosse
  • Raucedine
  • Faringite
  • Abbassamento della voce
  • Asma
  • Insonnia
  • Otite
  • Alitosi

Cause reflusso gastroesofageo

Le causa principale del reflusso gastroesofageo è il malfunzionamento del cardias, che può essere provocato da diversi fattori come:

  • Fumo di sigaretta e alcol: la nicotina stimola la secrezione acida, rallenta lo svuotamento dello stomaco e compromette la tenuta del cardias; l’alcol irrita la mucosa dell’esofago.
  • Asma: quella grave può facilitare l’insorgenza del reflusso a causa dell’aumento della pressione tra addome e torace.
  • Ernia iatale: il suo spostamento al di sopra del diaframma altera il funzionamento dello sfintere, che si spinge verso l’alto e, aprendosi, provoca la risalita del materiale gastrico acido.
  • Obesità: la presenza di grasso addominale aumenta la pressione sullo stomaco facilitando la risalita del materiale gastrico.
  • Gravidanza: la pressione che esercita il feto sullo stomaco facilita la risalita del materiale gastrico in esofago.
  • Stress: lo stomaco è considerato il “secondo cervello” e quindi risente dei livelli alti di stress.
  • Alimentazione sbagliata: consumo eccessivo di cibo, caffè, alimenti grassi, cioccolata e bevande gassate.
  • Assunzione di alcuni medicinali: tra i quali broncodilatatori, antidepressivi, ansiolitici, calcio antagonisti.

Tosse da reflusso

La tosse da reflusso è uno dei classici sintomi della malattia, ed è causata da un classico meccanismo di difesa che innesca l’organismo in seguito alla risalita dei fluidi acidi contenuti nello stomaco.
Fastidiosa e difficile da riconoscere, la tosse da reflusso non risponde ai classici trattamenti per calmare la tosse, ma può far scattare un primo campanello d’allarme nel paziente.
La tosse da reflusso gastroesofageo è secca e persistente, fatica a passare ed si manifesta soprattutto dopo un pasto, durante la notte e tende a migliorare al mattino (in posizione eretta).

Reflusso gastrico

Il reflusso gastrico è un disturbo molto diffuso, caratterizzato dalla risalita di materiale acido dallo stomaco verso l’esofago, che può essere causato da diversi fattori come alimentazione sbilanciata, ernia iatale, stress, obesità e gravidanza. I sintomi tipici del reflusso gastrico sono bruciore retrosternale, rigurgito acido, tosse secca e disfagia.

Incontinenza cardiale

L’incontinenza cardiale è un disturbo dell’apparato digerente, caratterizzato da un malfunzionamento del cardias, la valvola che regola il passaggio del cibo dall’esofago allo stomaco, impedendogli di tornare indietro. Non riuscendo a contrarsi a sufficienza, il cardias non contrasta la risalita del contenuto gastrico acido e si manifesta la sintomatologia classica del reflusso gastroesofageo.

Trattamento e rimedi consigliati

Il trattamento del reflusso gastroesofageo si basa su un’adeguata educazione alimentare e dello stile di vita, volta a ridurre il peso corporeo e l’assunzione di cibi dannosi, che peggiorano l’acidità.. Tra i farmaci che possono essere prescritti dal medico troviamo:

  • Antiacidi che neutralizzano l’acido nello stomaco.
  • Farmaci che riducono la produzione di acido: gli H2 antagonisti, rapidi nel loro effetto e che dura più a lungo rispetto agli antiacidi.
  • Farmaci che bloccano la produzione di acido: gli inibitori della pompa protonica (lansoprazolo, rabeprazolo, esomeprazolo e così via).

Tra i medicinali “antireflusso” più utilizzati troviamo il Gaviscon, che forma uno strato protettivo sul contenuto dello stomaco prevenendo la risalita del contenuto acido e alleviando i sintomi del bruciore di stomaco.
La chirurgia è il trattamento del reflusso gastroesofageo “estremo”, riservata a pazienti che non rispondono ai farmaci e che presentano problemi anatomici, come ernie iatali di grandi dimensioni.

Quando rivolgersi al medico

Se i sintomi persistono nonostante il trattamento e sono invalidanti, è necessario rivolgersi al medico, in particolare al gastroenterologo, che potrà prescrivere degli esami specifici per valutare l’entità del problema e la cura adeguata.

Consigli del farmacista

Per combattere la sintomatologia e prevenire il reflusso gastroesofageo è necessario seguire alcuni consigli:

  • Seguire un’alimentazione adeguata, evitando alimenti grassi, cibi speziati, acidi, fritti, caffè e alcolici.
  • Non fumare.
  • Mantenere un peso forma (soprattutto ridurre il grasso addominale).
  • Consumare pasti leggeri, soprattutto la sera.
  • Evitare di coricarsi subito dopo i pasti (aspettare almeno 2 ore).
  • Masticare e deglutire lentamente.