Stanchezza mentale

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Cos’è la stanchezza mentale

La stanchezza mentale è una condizione di malessere caratterizzata da un’interruzione delle regolari funzioni cerebrali a causa di uno stress intenso. Tale condizione porta ad un esaurirsi dell’energia sia mentale che fisica, tale da impedire il normale svolgimento delle attività quotidiane.

Sintomi della stanchezza mentale

La stanchezza mentale si accompagna di solito ad una sensazione di esaurimento fisico, che si manifesta attraverso elementi fisiologici e comportamentali ben precisi come:

  • accelerazione del battito cardiaco,
  • sonnolenza e disturbi del sonno,
  • debolezza articolare,
  • dolori muscolari,
  • crampi addominali,
  • diarrea,
  • spossatezza,
  • emicrania,
  • irritabilità,
  • difficoltà a concentrarsi,
  • diminuzione delle capacità mnemoniche di ricordare eventi recenti o passati,
  • confusione mentale.

Cause della stanchezza mentale

La condizione di stanchezza costante può essere una manifestazione di affezioni psichiatriche e si accompagna spesso dai sintomi della depressione, dall’insonnia, dalle palpitazioni e dagli stati ansiosi.

Le cause della stanchezza mentale sono principalmente da ricondurre ad uno stile di vita poco equilibrato, a pensieri ossessivi o a periodi di intenso stress. L’instabilità affettiva e quella situazionale rappresentano le principali sorgenti di stress.

Si distinguono due gruppi di cause, capaci di indurre questo stato di profonda stanchezza mentale: una serie di cause di natura fisica e una di natura psicologica.
Le cause di natura fisica sono da ricondurre a determinate condizioni, quali:

  • sovrappeso o estrema magrezza;
  • alimentazione scorretta;
  • malnutrizione specie se proteico–calorica;
  • patologie e trattamenti farmacologici per diabete, anemia, ipertiroidismo;
  • scarso esercizio fisico;
  • insufficienza cardiaca;
  • insufficienza renale (come primo sintomo nella forma acuta);
  • ridotta funzionalità tiroidea (ipotiroidismo);
  • uso di sedativi, tranquillanti e antidepressivi;
  • abuso di lassativi;
  • uso di farmaci antipertensivi;
  • anemia con pallore, tachicardia e dispnea a causa di patologie come leucemie o carenza di vitamina B12 o ferro;
  • alterazioni degli elettroliti come potassio, sodio, magnesio, cloro;
  • gravidanza e allattamento;
  • alterazioni del normale ciclo sonno-veglia.

Tra le cause di natura psicologica ci sono:

  • stress causato dal carico intenso di lavoro o dall’eccessivo studio;
  • depressione;
  • malattie psichiatriche e psicosomatiche come le psicosi, la schizofrenia, la narcolessia, gravi disturbi della personalità e dell’umore;
  • disturbi d’ansia;
  • insonnia cronica.

Stanchezza mentale integratori

L’uso di integratori alimentari di magnesio, potassio e acidi grassi omega 3 contribuisce a superare la stanchezza mentale.

Si può assumere Supradyn® Ricarica Mentale, un integratore multivitaminico che, grazie alla presenza di caffeina e guaranà, aiuta ad aumentare l’attenzione e a migliorare la concentrazione. Arricchita di vitamina C, magnesio e vitamine del gruppo B (in particolare la vitamina B2, la vitamina B6 e la vitamina B12), la formulazione contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso e a ridurre stanchezza e affaticamento.

Trattamento e rimedi consigliati

Per riprendersi dalla stanchezza mentale è prima di tutto necessario andare ad agire su tutte le fonti di stress che hanno sovraccaricato i circuiti cerebrali.
Indipendentemente dalla causa, si può modificare il proprio stile di vita in modo da ottenere una dieta bilanciata, un programma di esercizio regolare e un adeguato riposo.

Ecco i rimedi naturali più utilizzati per contrastare gli effetti dell’affaticamento mentale.

  • Il ginseng ha proprietà rinvigorenti ed è usato allo scopo di ridurre la percezione della fatica e aumentare la concentrazione.
  • La rodiola (Rhodiola rosea) migliora la qualità del sonno e ha effetto cardioprotettivo, utile contro stress, tachicardia, ansia e nervosismo. Questa pianta medicinale agisce soprattutto aumentando la produzione di serotonina (il neurotrasmettitore responsabile della sensazione di benessere), adrenalina e dopamina, e così migliora il tono dell’umore con un effetto antidepressivo.

Altre sostanze che si possono assumere per diminuire la stanchezza mentale sono:

  • eleuterococco, un estratto vegetale noto per le proprietà di supporto alla memoria e alle funzioni cognitive;
  • papaya fermentata, un antiossidante utile in periodi di stress acuto;
  • vitamina B12, fondamentale per rafforzare il sistema immunitario, produrre globuli rossi e proteggere il sistema nervoso e circolatorio.

Un’altra cura naturale per contrastare gli stati di affaticamento transitori e cronici è l’aromaterapia, una pratica che attraverso la diffusione nell’ambiente di oli essenziali (soprattutto se a base di rosmarino, timo, zenzero o pino silvestre) favorisce uno stato di rilassamento e facilita il riequilibrio delle funzioni psico-fisiche.

Per combattere gli stati d’ansia e curare la depressione e le sindromi ossessive si interviene con la psicoterapia, supportata da cure farmacologiche (ansiolitici, antidepressivi e sonniferi).

Quando rivolgersi al medico

La stanchezza che peggiora con l’attività e migliora con il riposo generalmente indica un disturbo organico. Se la debolezza psicofisica costante non è alleviata dal riposo e il transitorio stato di esaurimento in poco tempo evolve in attacchi di energia, si potrebbe trattare di un disturbo psicologico che richiede il parere di un medico.

Consigli del farmacista

Nei periodi particolarmente stressanti è stato riconosciuto che praticare attività sportiva, specialmente se all’aperto (come 20 minuti al giorno circa di camminata) favorisce il rilascio di endorfine che regolano l’umore e riduce i tempi di recupero dalla stanchezza mentale.

Per facilitare il rilassamento e l’eliminazione dei fattori di stress, inoltre, si possono mettere in pratica una serie di strategie, quali:

  • ridurre il carico di lavoro o di studio;
  • fare pause frequenti durante il lavoro o lo studio;
  • dormire almeno 8 ore a notte;
  • seguire un’alimentazione sana ed equilibrata;
  • svolgere esercizi di rilassamento e meditazione o yoga.