Vaginite

by patologie_farmacia1_wp

Cos’è la vaginite

Con il termine vaginite si intende qualsiasi processo infiammatorio a carico della vagina e della mucosa che la riveste. Esistono diversi tipi di vaginite che dipendono dalle origini che scatenano l’infiammazione (candidosi, vaginite batterica, tricomoniasi, vaginite non infettiva).

Sintomi della vaginite

I sintomi della vaginite dipendono dalle sue origini. Quelli comuni un po’ a tutte sono:

  • Prurito.
  • Arrossamento.
  • Fastidio nell’area genitale.
  • Dolori durante la minzione e i rapporti sessuali.
  • Secchezza vaginale.
  • Piccoli sanguinamenti vaginali.
  • Leucorrea (perdite di secrezioni vaginali).

I sintomi più specifici sono:

  • La candidosi: perdite vaginali biancastre molto dense.
  • Vaginite batterica: secrezioni maleodoranti.
  • Tricomoniasi: perdite vaginali giallo-verdognole.

Cause vaginite

L’ecosistema vaginale è un ambiente acido, ostile al punto da impedire lo sviluppo delle infezioni. In alcuni casi però, sono sufficienti delle lievi modificazioni del pH vaginale per determinare la proliferazione di microorganismi patogeni che causano la vaginite. Le condizioni che possono favorire un cambiamento del pH sono:

  • Utilizzo di detergenti intimi neutri e non fisiologici (con un pH7).
  • Indumenti aderenti o in tessuti sintetici, che aumentano la temperatura.
  • Un inadeguato utilizzo degli assorbenti interni (dovrebbero essere cambiati ogni 3 ore).
  • Ciclo mestruale.
  • I rapporti sessuali: lo sperma, infatti, innalza il pH e durante il contatto sono anche possibili contagi con agenti patogeni esogeni infettivi (malattie sessualmente trasmesse).

Vaginite batterica

La vaginite batterica è un’infezione batterica vaginale che si verifica quando i batteri vanno a sostituire, in maniera rapida, gli abitanti della vagina (i bacilli Doderlein), che svolgono una funzione antibatterica.

Vaginite da candida

La vaginite da candida è una vaginite fungina, causata da C.albicans, che ad oggi colpisce il 15-20% delle donne non gravide e il 20-40% delle donne gravide. I fattori di rischio per la vaginite da candida sono:

  • Diabete.
  • Uso eccessivo di antibiotici o corticosteroidi.
  • Gravidanza.
  • Indumenti stretti o sintetici.
  • Immunocompromissione.
  • Uso di un dispositivo intrauterino.

Questo tipo di vaginite è caratterizzata da una secrezione vaginale spessa, bianca, simile a ricotta. La sintomatologia aumenta col passare dei giorni e sono frequenti eritemi, edemi ed escoriazioni. Le recidive della vaginite da candida dopo il trattamento non sono frequenti.

Vaginite non infettiva

La vaginite non infettiva è un’infiammazione della vagina causata da reazioni irritative, alterazioni ormonali e altre situazioni che possono contribuire al alterare l’ecosistema vaginale come reazioni allergiche, contatto detergenti intimi e sostanze aggressive (salviettine assorbenti, salvaslip, biancheria sintetica), ma può essere causata anche da una scarsa igiene.

Vaginite non infettiva

La vaginite non infettiva è un’infiammazione della vagina causata da reazioni irritative, alterazioni ormonali e altre situazioni che possono contribuire al alterare l’ecosistema vaginale come reazioni allergiche, contatto detergenti intimi e sostanze aggressive (salviettine assorbenti, salvaslip, biancheria sintetica), ma può essere causata anche da una scarsa igiene.

Vaginite da Trichomonas vaginalis

La vaginite da Trichomonas vaginalis prende il nome dal microrganismo che la provoca e che si trasmette principalmente attraverso i rapporti sessuali non protetti. Questa infezione è caratterizzata da perdite vaginali giallo-verdognole, disturbi sessuali ed urinari.

Vaginite in gravidanza

Sono diversi i fattori che causano un’alta incidenza della vaginite in gravidanza. La forma più diffusa in gestazione è la candidosi, cioè quella causata da un micete, il microrganismo Candida albicans, determinata da un fungo.

Altre vaginiti in gravidanza possono essere determinate da batteri, come Escheria coli, o virus tra cui il Papilloma virus. Non sono comunque rare, durante la gestazione, le vaginiti non infettive, dovute a irritazioni, reazioni allergiche, sostanze chimiche o altro.

La vaginite in gravidanza è molto comune perché la donna presenta una maggior sensibilità in tutto l’organismo, ma anche degli scompensi ormonali che facilitano l’insorgenza della vaginite che, soprattutto se batterica, deve essere trattata precocemente, perché potrebbe determinare un parto prematuro.

La vaginite in gravidanza è facilmente diagnosticata e per determinarne la causa basta fare un tampone da sottoporre a esame istologico per ricercare i microorganismi che causano l’infiammazione.

Per il trattamento vengono consigliate solitamente creme lubrificanti o antibiotici per via orale e/o locale in caso di vaginiti batteriche o fungine.

Trattamento e rimedi consigliati

Il trattamento per la vaginite varia a seconda delle tipologie:

  • La vaginite batterica viene trattata con farmaci a base di antibiotici da assumere per via orale o da applicare localmente (crema, ovuli o gel) come Gyno Canesblance.
  • La vaginite da candida prevede la somministrazione di farmaci antifungini per via orale o locale (creme, ovuli, o capsule vaginali).
  • La vaginite da tricomoniasi va trattata con antibiotici per via orale e/o topici.
  • La vaginite non infettiva deve essere trattata rimuovendo la fonte di irritazione.

Si rivela utile anche l’assunzione di integratori intestinali che bilanciano l’attività della candida intestinale, che favoriscono la presenza dei batteri buoni, come Candida Support in capsule.

Quando rivolgersi al medico

In presenza dei sintomi della vaginite è sempre consigliabile consultare il medico, in particolare il ginecologo (soprattutto in gravidanza) che potrà prescrivere il trattamento più adeguato, soprattutto a fronte del risultato del tampone, qualora si rivelasse necessario farlo.

Consigli del farmacista

Per prevenire la vaginite è importante mantenere il pH vaginale a valori inferiori a 4,5 utilizzando detergenti intimi appositamente creati. Inoltre è consigliabile:

  • Mantenere una corretta igiene intima con saponi a pH acido.
  • Avere rapporti sessuali protetti utilizzando il preservativo.
  • Usare biancheria di cotone, meglio se bianca.
  • Limitare il consumo di salviettine, salvaslip e assorbenti interni.
  • Limitare l’uso di lavande vaginali.