Vene varicose

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Cosa sono le vene varicose

Le vene varicose (o varici) sono dilatazioni delle vene superficiali degli arti inferiori a causa di un difetto circolatorio del circolo venoso con ristagno del sangue e rallentamento del flusso ematico.

Sintomi vene varicose

I principali e più frequenti sintomi delle vene varicose sono:

  • sensazione di gambe pesanti;
  • dolore e insorgenza di crampi negli arti inferiori;
  • comparsa di vene ingrossate che appaiono di aspetto tortuoso, irregolare e dilatato;
  • aumento della temperatura localizzato all’area in cui è presente la vena varicosa;
  • prurito alle gambe, in particolare, nell’area inferiore e in prossimità della caviglia;
  • comparsa di gonfiore alle caviglie o ai piedi.

Oltre a iniziali alterazioni cutanee quali arrossamenti e pruriti, ci sono casi in cui il paziente può sviluppare un’infiammazione che colpisce in particolare le pareti delle vene superficiali delle gambe (flebite superficiale) o avere lesioni sanguinanti (ulcere varicose). Questo accade perché l’alterazione della circolazione rende i tessuti delle parti colpite dalla patologia particolarmente sensibili alle lesioni, perciò infezioni e ferite guariscono lentamente e tendono a trasformarsi in ulcere varicose croniche.

Cause vene varicose

La causa principale della dilatazione delle vene degli arti inferiori è legata alla struttura della parete della vena varicosa, nella quale vi è una minore quantità di collagene ed elastina che nella parete venosa normale.

Uno dei fattori che maggiormente influisce sulla pressione sanguigna venosa è la postura. Stare in piedi fermi e per molto tempo causa un notevole aumento della pressione venosa determinando spesso l’insorgenza di una stasi venosa e la comparsa negli arti inferiori di edema, ossia gonfiore per presenza di liquido.

Bisogna ricordare che le vene varicose sono molto più frequenti dopo i 50 anni di età, in persone obese e soprattutto di sesso femminile.

Vene varicose in gravidanza

La prevalenza delle varici nelle donne è attribuita all’importante ruolo degli ormoni femminili (estrogeni e progesterone) sulla parete venosa. Gli alti livelli di tali ormoni, infatti, facilitano la vasodilatazione.
Risulta determinante anche l’aumento di peso legato allo stato di gravidanza, da qui l’importanza di seguire un’alimentazione sana e ricca di frutta e verdure.

Interventi vene varicose

Per dilatazioni venulo-capillari il chirurgo vascolare interviene con una terapia sclerosante, un intervento conservativo che consiste nell’iniettare attraverso un ago sottilissimo una sostanza sclerosante, che ostruisce il vaso. L’operazione non comporta alcun effetto collaterale sul circolo vascolare, poiché i capillari venosi sono in grado autonomamente di trovare nuove strade per effettuare il drenaggio vascolare.
A volte la patologia è tanto grave da richiedere un intervento chirurgico più invasivo in cui avviene l’asportazione di tratti di vene di media entità (flebectomia).

Prevenire le vene varicose

Per prevenire la comparsa o aggravarsi delle manifestazioni varicose è bene evitare le condizioni ambientali e lavorative che comportano ipertensione venosa, deficit della pompa muscolare e vasodilatazione. Può essere molto utile, dunque:

  • evitare di restare in piedi o seduti per periodi di tempo troppo lunghi;
  • evitare di esporre direttamente le gambe a fonti di calore;
  • fare una camminata di almeno 20-30 minuti ogni giorno e svolgere una regolare attività fisica;
  • dormire con gli arti inferiori sollevati rispetto al resto del corpo.

Trattamento e rimedi consigliati

Le vene varicose necessitano di adeguate cure e terapie per evitare complicanze dolorose ed invalidanti (varicoflebite, dermatite e ulcera varicosa).
Un trattamento conservativo del problema delle vene varicose è la terapia elastocompressiva, che consiste nell’utilizzo di calze elastiche graduate che esercitano una compressione decrescente dal piede verso la coscia. In alternativa possono essere usate bende elastiche con differenti tipi di maglia e con diversi livelli di forza elastica. Il livello di compressione da esercitare è in relazione alla gravità della malattia varicosa e dovrà essere in grado di riportare nei limiti di norma l’ipertensione venosa.
Esistono anche trattamenti parzialmente invasivi come le procedure endovascolari con laser o radiofrequenza.

Quando rivolgersi al medico

Soprattutto quando compaiono vene ingrossate di aspetto tortuoso, irregolare e dilatato è meglio rivolgersi ad un medico specialista. La diagnosi di malattia varicosa viene fatta in genere sulla base del solo esame clinico: il paziente viene posto in piedi e tutto l’arto viene esaminato, sia anteriormente sia posteriormente, con particolare attenzione alla regione del malleolo interno dove inizialmente si forma l’edema.

Consigli del farmacista

Massaggi con pomate specifiche a base di centella asiatica (per esempio Centellase), rusco, vite rossa, mirtillo nero aiutano a prevenire o attenuare le varici.
Oltre a favorire il controllo del peso corporeo, un’alimentazione sana ricca di frutta e verdura fornisce vitamine ad azione antiossidante che preservano l’integrità dei vasi.
Si consiglia anche di svolgere l’attività fisica costante (ideali sono nuoto e bicicletta) e indossare calze elastiche contenitive.